La CGIL e la FLC CGIL di Pescara contro il dimensionamento scolastico

di Redazione | 15 Aprile 2024 @ 15:42 | ATTUALITA'
dimensionamento scolastico
Print Friendly and PDF

PESCARA – La CGIL e la FLC CGIL di Pescara denunciano le decisioni degli Uffici Scolastici regionale e provinciale e della Regione Abruzzo nel determinare, in modo autoritario, il dimensionamento scolastico che la provincia di Pescara, nonostante abbia tutti i requisiti richiesti dalla normativa vigente, paga in termini di chiusura di scuole e di sottrazione di servizi e diritto allo studio.

Il caso più emblematico è quello della scuola di Caramanico Terme: non viene costituita una prima classe delle medie, nonostante questo rappresenti l’unico modo per contrastare la povertà educativa e il fenomeno dello spopolamento. Mentre tutti gli attori del territorio, le famiglie e le istituzioni, chiedono di intervenire garantendo la qualità del diritto allo studio dei minori, sia gli Uffici Scolastici regionale e provinciale che la Regione Abruzzo oppongono questioni ragionieristiche di risparmio.

La CGIL e la FLC CGIL di Pescara si batteranno in tutte le sedi per garantire il diritto allo studio, la qualità dell’apprendimento e il mantenimento del presidio scolastico nel comune montano di Caramanico Terme.

La CGIL e la FLC CGIL di Pescara sostengono la comunità territoriale nella loro battaglia contro il dimensionamento scolastico per mantenere un’offerta formativa per gli studenti con standard elevati.

IN AGGIORNAMENTOL’On. Luciano D’Alfonso presenta un’interrogazione parlamentare sulle pluriclassi

“Questa mattina ho presentato un’interrogazione ai ministri dell’Istruzione e per il Sud per sapere:
1) se siano a conoscenza di quello che si sta verificando nei piccoli Comuni, dove per mantenere
il presidio scolastico sempre più spesso si è costretti a ricorrere alle pluriclassi;
2) quali provvedimenti intendano adottare per poter tenere aperte le scuole nelle aree interne
che si spopolano e garantire così il diritto allo studio e la qualità della didattica;
3) se intendono intervenire nell’immediato, per quanto di competenza, nel coadiuvare l’ufficio
scolastico regionale per trovare una soluzione per il prossimo anno scolastico 2024-2025 per
evitare la formazione delle pluriclassi e nel prevedere risorse sufficienti per mantenere
l’organico di diritto nell’anno 2024-2025 al fine di non stravolgere il percorso formativo dei
giovani del Comune di Castelvecchio Subequo e del plesso scolastico di Caramanico Terme.

Come noto, a partire dal prossimo anno scolastico nelle scuole medie di Caramanico Terme e
Castelvecchio Subequo dovrebbero partire delle pluriclassi, comprendenti la prima e la terza
media. La drastica riduzione del numero degli iscritti dovuta allo spopolamento e la normativa
vigente hanno costretto la dirigenza scolastica ad autorizzare le pluriclassi con un numero pari,
rispettivamente, a 19 (7 alunni della prima media e 12 della terza) e 18 (6 alunni iscritti in
prima e 12 in terza).

Riunire in un’unica classe ragazzi che sono appena entrati nella scuola secondaria di primo
grado e altri che ne stanno uscendo equivale a stravolgere i programmi scolastici a danno della
didattica e imporre una coabitazione forzata tra fasce di età che hanno esigenze molto diverse.
Attualmente il DPR 81/09 prevede per le classi di scuola primaria un numero di alunni non
inferiore a 15 e non superiore a 26 e nei comuni montani, nelle piccole isole e nelle aree
geografiche abitate da minoranze linguistiche possono essere costituite classi con un numero di
alunni inferiore al numero minimo, ma comunque non inferiore a 10 alunni.

Le pluriclassi, invece, sono costituite da non meno di 8 e non più di 18 alunni. Se è presente un/a alunno/
a con disabilità, il numero massimo scende a 12, come stabilito dal DM 141 del 3.6.1999.
Secondo i dati dell’Ufficio Scolastico per l’Abruzzo, per il prossimo anno scolastico, in
Abruzzo, complessivamente, gli alunni saranno 160.417 rispetto agli attuali 163.266, con saldo
negativo di 2.849 e questo significherà inevitabilmente una forte dispersione scolastica, la
chiusura delle piccole scuole soprattutto nell’entroterra – dove lo spopolamento si fa sentire in
maniera drammatica – con conseguente, altrettanto inevitabile, riduzione di posti di lavoro, per
docenti, insegnanti di sostegno e personale amministrativo, tecnico e ausiliario.

Se da una parte siamo tutti consapevoli del ruolo importante che possono svolgere i piccoli
Comuni nel rafforzamento di uno sviluppo sostenibile dal punto di vista sociale, economico ed
ambientale, e si sta concentrando ogni sforzo nel promuovere iniziative a contrasto del disagio
socio-economico del momento, dall’altra non possiamo lasciare che stringenti limiti normativi
contribuiscano al loro degrado e conseguente abbandono.

E’ evidente che, con questi orientamenti sul dimensionamento e con il badare solo ai numeri, le
nostre scuole sono destinate a chiudere ed è urgente riconsiderare nuovi criteri di formazione
delle classi, prestando attenzione in particolare alle aree interne, che non possono essere
trattate alla stessa stregua delle comunità metropolitane”.


Print Friendly and PDF

TAGS