La Casa di Carta Berlino - Il cuore che batte forte nel petto, la gola secca, le mani che sudano... queste alcune delle emozioni che accomunano un qualsiasi adolescente alla sua prima cotta e Berlino
“Non si può negoziare con uno Tsunami”
La Casa di Carta Berlino – Il cuore che batte forte nel petto, la gola secca, le mani che sudano… queste alcune delle emozioni che accomunano un qualsiasi adolescente alla sua prima cotta e Berlino, ormai adulto, pronto a tornare a credere in quel bambino in pannolone che scocca frecce. Alla base della Casa di Carta, quantomeno le prime stagioni, c’è il dualismo tra razionalità e irrazionalità, la figura metodica e asettica del professore si scontra con la frenesia di Berlino. Nonostante nella Casa di Carta il Professore si dedichi a un amore profondo e combattuto con l’ispettore a capo delle negoziazioni quasi nessuno guardando lo schermo ha pensato “Oh si, voglio questo nella mia vita”. D’altronde ben sappiamo che la relazione inizia in modo studiato e per poter agevolare la rapina, cosa opposta invece a ciò che – come ci si aspetterebbe da un eterno romantico come Berlino che dedica le sue ultime parole a esaltare un’ amore fittizio creato con una prigioniera- accade nella serie appena uscita. Infatti, mentre da un lato i sentimenti sono oggetto per la buona riuscita della rapina, in Berlino il coinvolgimento emotivo, il colpo di fulmine, la voglia di vivere ogni istante con una determinata persona ne mettono a rischio la buona riuscita.
https://youtu.be/E5xT3Z1GfqI?si=o3jMpAkdEgUPPo36
A differenza del Professore il protagonista della nuova serie diventa quello che nella letteratura è noto come eroe tragico, qualcuno che rimane vittima delle proprie fallacità. In Berlino ci troviamo dinanzi a un amore folle. D’altronde, cosa potevamo aspettarci da qualcuno che ha festeggiato il suo terzo matrimonio cantando “Ti Amo” all’interno di un Monastero? Che le cose potessero filare lisce? Che non ci sarebbero stati cuori spezzati o attimi di sofferenza?
Quasi tutti gli spettatori guardando la serie si trovano a rivivere attimi di quegli istanti ormai passati da fin troppo tempo arrivando – in alcuni momenti – persino a compatire il protagonista perché tutti noi sappiamo cosa voglia dire la fine della cotta adolescenziale e quanto male abbia fatto.
Questa la principale critica, ma questo è fatto appositamente per creare una giustapposizione tra le due rapine, il team è pressoché uguale ma la mente è opposta, così che con questa nuova serie abbiamo finalmente avuto la risposta alla domanda: “Come sarebbero andate le cose se ci fosse stato Berlino al posto del Professore?” Possiamo dire che la rapina alla zecca sarebbe fallita più che miseramente, ma sicuramente nel cadere ogni personaggio sarebbe stato molto più scenico, teatrale e tragico, magari cantando Felicità di Al Bano e Romina.
L’unica falla della serie per molti è l’intervento di Sierra e Murillo, in quanto nel futuro mostrato nella Casa di Carta nessuna di loro sembra conoscere il volto di Berlino. Ma questo dettaglio, nel complesso, risulta avere la stessa importanza dei baffi della gioconda.
Un punto che ognuno di noi può portare a casa dalla serie è di non smettere mai di cercare quel tipo di amore adolescenziale perché non è mai troppo tardi per avere colpi di fulmine.