La carezza del Papa per la comunità aquilana

di don Daniele Pinton | 29 Agosto 2022 @ 06:15 | CREDERE OGGI
Perdonanza papa
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L’AQUILA – E’ stata una vera e propria carezza del Papa, la giornata che si è conclusa ieri, intorno alle tredici e che ha travolto la comunità aquilana in un abbraccio d’amore verso ‘papà  Francesco’, come ha detto al termine della Messa della Perdonanza, il Cardinale Arcivescovo Giuseppe Petrocchi.

La giornata aquilana di Papa Francesco, è iniziata molto presto, infatti alle ore 7.50 di ieri, è partito dall’eliporto vaticano per recarsi a L’Aquila, in un viaggio che come descritto dallo stesso Santo Padre, ha avuto qualche difficoltà iniziale che non ha permesso a causa della nebbia l’atterraggio allo Stadio di Acquasanta, ma al Campo di Atletica a Piazza D’armi, creando qualche piccolo ‘assestamento’ al piano di sicurezza predisposto dalla Prefettura di L’Aquila.

L’arrivo a Piazza Duomo di Papa Francesco, è stato segnato dalla gioia di più di duemila cittadini aquilani che hanno fatto corona ai più di trecento parenti delle vittime del sisma del 2009, per un incontro familiare con il Papa, venuto a portare consolazione e incoraggiamento per una rinascita in atto, non soltanto nelle strutture distrutte dal terremoto, ma soprattutto nei cuori ancora colmi di ferite.

Parlando della Cappella della Memoria, presente all’interno della Chiesa di S. Maria del Suffragio, il Santo Padre, si è voluto congratulare per la cura con cui è stata realizzata e come

‘la memoria è la forza di un popolo, e quando questa memoria è illuminata dalla fede, quel popolo non rimane prigioniero del passato, ma cammina e cammina nel presente rivolto al futuro, sempre rimanendo attaccato alle radici e facendo tesoro delle esperienze passate, buone e cattive. E con questo tesoro e queste esperienze va avanti! Voi, gente aquilana, avete dimostrato un carattere resiliente. Radicato nella vostra tradizione cristiana e civica, ha consentito di reggere l’urto del sisma e di avviare subito il lavoro coraggioso e paziente della ricostruzione’.

Al termine dell’incontro, accompagnato dal Card. Petrocchi, il Santo Padre è entrato in Duomo per una visita privata. Quindi si è trasferito in auto alla Basilica di Santa Maria in Collemaggio per la celebrazione della Santa Messa, la recita della preghiera dell’Angelus e il rito dell’apertura della Porta Santa.

Gli sguardi, i movimenti e le azioni dei presenti, non solo a Piazza Duomo, ma anche a Collemaggio, hanno mostrato il desiderio di un intero popolo, quello aquilano, resiliente’ come definito dal Papa e che ‘deve fare dono della propria sofferenza’, di incontrare un Padre che va incontro ai propri figli e che è incontrato da loro.

Durante l’omelia, il Papa, ha esortato i presenti, affinchè

‘L’Aquila sia davvero capitale di perdono, capitale di pace e di riconciliazione! Che L’Aquila sappia offrire a tutti quella trasformazione che Maria canta nel Magnificat: «Ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili» (Lc 1,52); quella che Gesù ci ha ricordato nel Vangelo di oggi: «Chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato» (Lc 14,11). E proprio a Maria, da voi venerata con il titolo di Salvezza del popolo aquilano, vogliamo affidare il proposito di vivere secondo il Vangelo. La sua materna intercessione ottenga per il mondo intero il perdono e la pace. La consapevolezza della propria miseria e la bellezza della misericordia’.

Inoltre, facendo tesoro del cammino ecclesiale avviato negli ultimi anni dal Cardinale Arcivescovo Giuseppe Petrocchi, ha parlato del ‘terremoto dell’anima’ e di come sia necessario compiere un cammino di condivisione della sofferenza non solo con il popolo aquilano, e poi durante l’Angelus, come nella città di L’Aquila, ‘che ha patito una dura calamità, egli ha voluto assicurare la sua vicinanza alle popolazioni del Pakistan colpite da alluvioni di proporzioni disastrose, prego per le numerose vittime, per i feriti e gli sfollati, e perché sia pronta e generosa la solidarietà internazionale’.


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