Quando si parla di “jazz under the bridge”, all’Aquila il ponte ha un nome preciso: Belvedere. Sotto quell’arco di cemento in ultimazione, che taglia via Fontesecco, stasera, alle 21, Spazio Rimediato diventa una piccola cassa di risonanza per le traiettorie del progetto Ndaya Group, in un live organizzato in collaborazione con Polarville (info e prenotazioni: 0862 65657, via Fontesecco 22).
Il progetto nasce a Bologna dall’esigenza, semplice e radicale, di suonare e sperimentare insieme: un laboratorio di brani nuovi costruito sull’incontro tra musicisti con background diversi ma una passione comune per il jazz nelle sue forme più libere e contemporanee. Sul palco ci saranno François Ndayambaje alla chitarra, Marco Porcelluzzi ai sax, Moreno Di Matteo al basso, Riccardo Cascino alla batteria ed Erica Ruggiero all’elettronica e alla voce.
Il cuore del gruppo è un’idea precisa di jazz: niente repertorio imbalsamato, ma un linguaggio in continua trasformazione, profondamente contaminato. Nei brani del Ndaya Group convivono sferzate rock, trame elettroniche e improvvisazioni che puntano a costruire paesaggi sonori più che a seguire strutture prevedibili. L’obiettivo è provare a superare i confini di genere, fino a trovare uno stile personale, riconoscibile.
Le radici affondano nel free degli anni Sessanta e Settanta, con riferimenti che vanno da Pharoah Sanders all’ultimo Charles Mingus, fino a John Coltrane. Da lì il percorso si sposta verso sperimentazioni più recenti, come quelle della Fire! Orchestra o di Hedvig Mollestad, passando per il prog tagliente e visionario alla Frank Zappa.
Ndaya Group non si muove però solo negli scaffali del jazz: gli ascolti della band abbracciano molti stili e artisti diversi. L’ispirazione può arrivare da qualsiasi cosa li colpisca o li metta alla prova. È questa la cifra del progetto: una ricerca costante di qualcosa di nuovo e stimolante, alternando zone di comfort musicale a passaggi più ruvidi, dove lasciare lavorare l’estro collettivo e vedere fin dove può spingersi l’equilibrio del gruppo. Sotto il ponte Belvedere, per una sera, il jazz torna a prendersi il suo spazio.








