Jazz italiano per le terre del sisma, presentate novità della VI edizione

5 e 6 settembre a L’Aquila: 200 musicisti, 10 palchi, il più grande evento di jazz

di Redazione | 30 Luglio 2020 @ 15:59 | EVENTI
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L’AQUILA – “Il Jazz italiano per le terre del sisma” torna quindi con un’edizione che rafforza l’impegno in prima linea nelle terre del cratere delle quattro regioni coinvolte – Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria – confermando il coinvolgimento e l’organizzazione della Federazione Nazionale “Il Jazz Italiano” – con il coordinamento operativo della Associazione I-Jazz – insieme a Mibact, il Comune dell’Aquila-Progetto Restart il Main Sponsor SIAE-Società Italiana degli Autori ed Editori, NuovoIMAIE e ai molti partner tecnici coinvolti. Il progetto prenderà vita il 29 agosto a Camerino con un evento musicale per poi dare inizio alla seconda edizione della Marcia solidale (una settimana di concerti e trekking nel cuore delle Terre del Sisma tra le regioni citate), la conclusione, come ormai da tradizione, a L’Aquila, nel centro storico, con due giornate piene di grandi concerti (5 e 6 settembre).

Le grandi novità di quest’anno: una direzione artistica a tre voci, dopo il passaggio simbolico di testimone da Paolo Fresu a Ada Montellanico (musicista, cantante e presidente dell’Associazione Il Jazz Va a Scuola), Simone Graziano (musicista e presidente dell’Associazione Musicisti Italiani di Jazz) e Luciano Linzi (direttore artistico della Casa del Jazz e del festival JAZZMI, membro del consiglio direttivo dell’Associazione I-Jazz; una produzione originale dell’Orchestra del Conservatorio dell’Aquila insieme al Maestro Enrico Intra; tre importanti omaggi a tre musicisti che ci hanno prematuramente lasciato nei mesi scorsi come Gianni Lenoci, Aldo Bassi e Carlo Conti; completa attenzione ai musicisti italiani di jazz, come in ogni edizione veri protagonisti della scena, ma che in questo anno così particolare avranno maggiore spazio con tanti nuovi progetti originali e creativi che normalmente meriterebbero maggiore evidenza e valorizzazione.

La grande famiglia del jazz italiano torna al L’Aquila e lo fa con un nuovo corso progettuale diretto da tre nuovi direttori artistici che, nel 2020, hanno raccolto il testimone lasciato da Paolo Fresu, il cui impegno proseguiva dalla prima edizione del 2015. Quest’anno a condurre il programma del festival saranno infatti Ada Montellanico (cantante, musicista e presidente dell’Associazione Il Jazz va a Scuola), Simone Graziano (musicista e presidente dell’Associazione Musicisti Italiani di Jazz) e Luciano Linzi (direttore artistico della Casa del Jazz e del Festival JAZZMI, consigliere Associazione I-Jazz). Due giorni di concerti (5 e 6 settembre), che terranno conto delle nuove normative a seguito dell’emergenza Coronavirus e che, proprio per questo motivo, vedranno un programma più diluito a partire già dal pomeriggio del sabato, con l’inizio degli eventi musicali dalle ore 17. Nonostante il contingentamento e le restrizioni, saranno quasi 200 i musicisti coinvolti anche nel 2020, con molta attenzione alle nuove generazioni e ai progetti “al femminile”. Alcuni nomi tra quelli coinvolti: Enrico Intra, Antonello Salis, Simone Zanchini, Stefano Cocco Cantini, Silvia Bolognesi, Ares Tavolazzi, Roberto Ottaviano, Pietro Tonolo, Mauro Ottolini, Fabrizio Bosso, Giovanni Guidi, Marco Colonna, Marcella Carboni, Dario Cecchini, Susanna Stivali, Naomi Berril molti altri.

Altra novità importante di questa edizione è la nascita di una produzione originale per far crescere il rapporto di costruzione continua con la città dell’Aquila. L’idea della direzioni artistica è infatti chiamare ogni anno un artista a collaborare con l’Orchestra del Conservatorio, incarico che, in questa edizione, è stato affidato al Maestro Enrico Intra, importante personalità della musica italiana; Intra presenterà un progetto originale composto insieme all’Orchestra, si tratterà di una produzione esclusiva, una prima idea concreta di sviluppo e formazione musicale portata sul territorio dell’Aquila; un primo passo importante che, nell’idea degli organizzatori, può gettare le basi per nuove e futuribili collaborazioni. Da segnalare anche tre grandi omaggi dedicati a Gianni Lenoci, Aldo Bassi e Carlo Conti, tre musicisti prematuramente scomparsi nei mesi passati, musicisti che hanno lasciato un importante segno nella comunità del jazz italiano, la quale adesso coglie questa fondamentale occasione per ricordarli con la loro musica, protagonista di tre diversi set originali e in prima nazionale.

La nuova manifestazione intende concentrarsi completamente sul jazz italiano a 360°, certi della passione e della grande partecipazione che questa musica riscontra ogni anno in questa città. L’edizione del 2020 non vuole lasciare indietro nessuno, proprio per dare un segnale ancora più forte di coesione in un periodo come questo, in cui gli artisti e i lavoratori dello spettacolo sono stati tra le categorie più colpite dal lockdown; la programmazione cercherà quindi di dare visibilità anche ai nuovi progetti, alle produzioni innovative, a tutte le forme espressive che questo genere naturalmente concede; un programma sensibile, quindi, a ciò che il jazz italiano rappresenta in questo momento storico, tra grandi nomi, giovani di talento e nuovi nomi di un panorama in crescita continua.

Due sono i concerti organizzati e presentati dall’Alexanderplatz, storico locale romano e punto di riferimento per la musica jazz, per dare particolare risalto ai musicisti abruzzesi. Nel primo appuntamento salirà sul palco la formazione d’eccezione “Abruzzesi per le terre d’Abruzzo. Noi suoniamo per la nostra gente” composta dal batterista Lorenzo Tucci, dal contrabbassista Renato Gattone, dal pianista Claudio Filippini e dal sassofonista Francesco Cipollone; nel secondo, il Jazz incontra la cultura “Urban” con la jazz-band italiana Bardamù sullo stesso palco insieme ai due musicisti abruzzesi, il trombonista Davide di Pasquale e la cantante ed Elaisa Mancini alla voce, e con uno special guest d’eccezione, l’Mc e producer  Esa aka “El presidente”. Un incontro di linguaggi ed espressioni per riportare il jazz a parlare con la gente, per riavvicinare le nuove generazioni a una cultura da sempre vicina alle mutazioni e alle tematiche sociali. I concerti serali si terranno in Piazza Duomo e saranno presentati da Fiorenza Gherardi e da Piji Siciliani, mentre le altre location scelte saranno: il Parco del Castello, Piazza Palazzo, Piazza Chiarino, Piazza Santa Maria Paganica, Piazza dei Gesuiti, Fronte Casa dello Studente, Fontana delle 99 Cannelle.

Durante le due serate verranno inoltre conferiti i premi da parte della Federazione Nazionale Il Jazz italiano, nello specifico: tre premi alla Carriera a Franco Fayenz, Guido Manusardi e Amedeo Tommasi; il premio Giovani Visionari a Evita Polidoro. La manifestazione vuole inoltre ricordare la figura di Mario Guidi, illuminato manager e agente scomparso alla fine dello scorso anno, con un premio alla sua memoria che verrà consegnato al figlio, il pianista Giovanni Guidi. Confermate anche le attività curate dalle altre associazioni della Federazione, in particolare i laboratori ideati e svolti dall’Associazione Il Jazz va a scuola in collaborazione con la scuola Dante Alighieri e Nati Nelle Note per i laboratori dedicati alla prima infanzia; prosegue anche la programmazione del jazz club curato da Italia Jazz Club (programma in fase di definizione) che animerà le serate aquilane nel palco di Piazza Palazzo con l’ormai atteso concerto a tarda sera, a conclusione delle giornate, e la successiva jam session aperta a tutti i musicisti che saranno presenti. Una novità da segnalare per questa edizione sarà la presenza dello storico Alexanderplatz Jazz Club che organizzerà una sessione musicale a conclusione della manifestazione a Piazza Chiarino la sera del 6 settembre, a partire dalle ore 20; una collaborazione, quella con il prestigioso locale romano diretto da Eugenio Rubei, che tende a valorizzare tutto il panorama del jazz italiano, dando luce anche all’importante lavoro portato avanti dai club.

 


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