Italia Nostra, Montanari: L’Aquila, il Centro è vuoto

di admin | 28 Novembre 2015, @08:11 | ATTUALITA'
montanari
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“Indubbiamente ritrovo una città in cui si sta lavorando molto. Ma due anni fa noi chiedemmo una ricostruzione civile, non solo una ricostruzione dei monumenti. A parte il fatto che molti monumenti mi sembrano ancora molto indietro, quello che mi colpisce è che in Centro non stiano tornando i cittadini.” Così Tommaso Montanari, storico d’arte ospite al convegno organizzato da “Italia Nostra” (Associazione per la salvaguardia e la conservazione dell’ambiente e del territorio in Italia), che si è tenuto nei giorni scorsi presso l’Università dell’Aquila.

“C’è il vizio di pensare ai centri storici come dei contenitori che non sappiamo bene come usare e allora vengono riempiti di funzioni che sono spesso funzioni private, – aggiunge poi Montanari. -Ci sono degli spezzoni che sono ispirati in genere più a singoli interessi che non all’interesse pubblico generale. Questo non è L’Aquila: questo è l’Italia.”

“Ogni edificio incongruo, ogni lacerazione del tessuto dell’Aquila è una mancanza drammatica”, denuncia Montanari, e  per ciò che concerne l’operazione di restauro della basilica di S. Maria di Collemaggio, finanziata dall’Eni, asserisce: “Sarebbe stato meglio non consentire all’Eni di pagare le tasse in Olanda e in Inghilterra e con i soldi delle tasse far sì che fosse lo Stato a occuparsi direttamente del restauro. Eni ha un ruolo oscuro in tante parti del mondo.”

Lo storico d’arte è tornato all’Aquila due anni e mezzo dopo la giornata degli storici dell’arte “L’Aquila 5 maggio – Ricostruzione civile“, organizzata insieme a Salvatore Settis, alla quale partecipò anche Massimo Bray, allora ministro dei Beni culturali.

In questa giornata, invece, è stato relatore insieme allo storico Raffaele Colapietra, al responsabile del Cnr L’Aquila, Giandomenico Cifani, e a Mario Centofanti, professore della facoltà di Ingegneria dell’Università dell’Aquila.


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