Italia, intensificata ricognizione delle scorte di iodio, ma a che servono?

di Redazione | 07 Marzo 2022 @ 13:08 | ATTUALITA'
Iodio
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Ormai da due giorni l’Italia, insieme ad altri paesi, sta verificando le scorte di compresse di iodio stabile presenti nelle farmacie, questo in seguito all’attacco alla centrale nucleare di Zaporizhzhia, la più grande d’Europa.

Come mai?

La iodoprofilassi è contenuta nel Piano nazionale delle misure protettive contro le emergenze radiologiche del 2010, che a breve sarà aggiornato, secondo quanto detto dal capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio. In caso di «incidente severo» ad una centrale nucleare, indica il Piano, il Dipartimento può decidere di attivare la distribuzione di iodio stabile nelle aree interessate. Si tratta, viene spiegato nel documento, di una “efficace misura di intervento per la protezione della tiroide, purché venga attuata tempestivamente (da alcune ore fino ad un giorno prima dell’esposizione o al massimo entro le prime 6-8 ore dall’inizio dell’esposizione)”.

Le due soluzioni

Vengono raccomandate dosi da 10 mSv per la fascia 0-18 anni, le donne in gravidanza e in allattamento e da 100 mSv per gli adulti. Alcuni Paesi “nucleari” come Francia e Svizzera distribuiscono compresse alla popolazione che risiede nelle vicinanze dell’impianto e si ritiene che anche l’Italia debba organizzarsi, progettando, si legge nel Piano, «un sistema di stoccaggio finalizzato alla distribuzione rapida in emergenza». Considerando che la profilassi per esser efficace deve esser eseguita a al più tardi entro 6-8 ore dall’inizio dell’esposizione, il Piano indica due possibili modelli: la costituzione di scorte di compresse nelle farmacie dei territori potenzialmente esposti con distribuzione gratuita in caso di allarme, su disposizione della Protezione Civile; oppure lo stoccaggio decentrato presso strutture idonee, e distribuzione a cura del sistema sanitario territoriale (118).

Attualmente vengono negate tutte le voci riguardo possibili allarmi per il nucleare, e la procedura viene descritta come una ricognizione per comprendere le misure di difesa nazionale a un’esposizione nucleare. 


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