Ispettorato della funzione sociale: le precisazioni della Garante per l’infanzia Falivene

di Redazione | 04 Febbraio 2021 @ 13:23 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – “Leggo con stupore le dichiarazioni del Presidente dell’Ordine regionale degli assistenti sociali, apparse sia sul sito dell’Ordine sia sulla stampa, relative alla legge nazionale per l’Istituzione dell’Ispettorato della funzione sociale proposta da me e avanzata con il supporto del Presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri”.

E’ quanto afferma la Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza Maria Concetta Falivene che spiega:

“Nelle dichiarazioni si parla di “proposta intollerabile” e di “disappunto di tutta la comunità professionale”, espressioni queste molto pesanti nei confronti di una proposta di legge nazionale i cui contenuti non sono stati ancora divulgati. Ancor prima di comprendere le motivazioni alla base della proposta di legge, gli obiettivi che questa si pone e gli strumenti che si intendono mettere in atto, parte una campagna di demonizzazione preventiva della sola idea che gli operatori del sociale e le case di accoglienza dei minori possano essere sottoposti ad una azione di controllo”. “Azione di controllo – prosegue la Garante – che è alla base del contratto sociale ed a cui sono sottoposte tutte le categorie professionali e tutti gli enti pubblici (si pensi all’Ispettorato del lavoro, Ispettorato dell’agricoltura od a quello della funzione pubblica, solo per citarne alcuni). Quando fu istituito l’Ispettorato per la funzione pubblica – con d.lgs n. 165 del 2001- non ricordo fu sollevata alcuna nota critica o osservazione dai dipendenti pubblici. Ed ancora, la riforma Brunetta del 2009 e la legge Madia del 2017 in cui sono state individuate le sanzioni disciplinari e le responsabilità dei pubblici dipendenti, non hanno sortito polemiche da parte dei sottoposti a vigilanza. A mio avviso, l’idea stessa che una categoria professionale possa considerarsi intoccabile e scevra dalla possibilità di commettere errori ci pone nella condizione di domandarci se è giusto permettere che questo continui ad accadere. Come ho avuto già modo di esprimere, sappiamo bene quanta passione, dedizione e sensibilità gli operatori del sociale mettano ogni giorno nel delicato compito a loro assegnato. La nostra proposta non intende affatto sminuirne l’importanza o minarne l’autorevolezza, al contrario tende a creare un circolo virtuoso in cui si impara dagli eventuali errori per non ripeterne di nuovi in futuro. A mio avviso nessuno può ritenersi immune da errori”. “La divisione tra il controllore ed il controllato – precisa ancora Falivene – è uno dei presupposti fondamentali per poter costruire un percorso di miglioramento continuo che porti alla ricerca dell’eccellenza in ogni attività umana e per evitare la possibilità che nascano conflitti di interessi. Bisogna inoltre riflettere sul fatto che commettere un errore di valutazione nelle vicende che interessano le famiglie, ed in special modo quando sono coinvolti dei minori, comporta delle conseguenze spesso indelebili nella vita delle persone interessate e soprattutto dei minori; e allora un confronto dialettico con una funzione preposta all’analisi del caso concreto non può che generare il percorso virtuoso che porta alla piena cognizione di aver valutato con il minor margine di errore possibile. Credo fermamente che il confronto sia l’elemento fondante di ogni consesso civile di uomini e donne ed infatti l’iniziativa legislativa fu da me preannunciata nella riunione, del 23 novembre scorso, con l’Ordine regionale degli assistenti sociali – nutro profonda stima personale e professionale per la Presidente Francesca D’Atri e Marina Di Iorio – e oggi – conclude Falivene – convocherò nuovamente il tavolo per ascoltare, confrontarci e comprendere le motivazioni alla base delle critiche. Voglio inoltre rimarcare che la proposta di legge è nazionale ed interesserà tutto il Paese, per cui il dialogo e l’analisi andrà ben oltre i confini della nostra Regione”.


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