Isidori: su civico 29 Ater vuole ristrutturare e riqualificare l’edificio. E’ un punto di chiarezza.

di Alessio Ludovici | 01 Settembre 2021 @ 06:00 | ATTUALITA'
Print Friendly and PDF

L’AQUILA – Ho letto con attenzione la pacata ed educata richiesta di rettifica dell’avvocato Isidoro Isidori, presidente dell’Ater provinciale, in merito ad un nostro articolo sul civico 29 di via Fontesecco, che abbiamo pubblicato ieri sulla nostra testata.

Dispiace e fa piacere allo stesso tempo che il Presidente dell’Ater si sia sentito tirato in ballo da alcune nostre considerazioni.

Dispiace perché tali considerazioni non erano rivolte a lui ma rivestivano carattere generale ed erano rivolte semmai alla nostra comunità. Che esista oggi un problema, e di conseguenza spesso anche un pregiudizio, legato all’edilizia popolare è costantemente oggetto delle cronache di giornali, tv ecc di tutto il paese. Interrogarsi se ciò abbia avuto un effetto sulle politiche della casa nella nostra città negli ultimi decenni appartiene, come immagino capirà anche Isidori, alla normale dialettica delle opinioni. La questione, come lei certo saprà, è oggetto di studi accademici, di polemica politica nazionale e locale, di studi di urbanistici, sociologici, economici e sociali, di progetti di riqualificazione, rigenerazione e sviluppo come quelli che la stessa Ater porta avanti nel nostro territorio. Nella stessa rettifica, come Ater, si dichiara del resto che “almeno negli ultimi due anni sta cercando di recuperare un rapporto equilibrato e coordinato con il resto della collettività di tutti gli inquilini”. 

Allo stesso tempo fa piacere sapere che il Presidente dell’Ater si senta responsabile in prima persona del problema pur non essendo stato tirato in ballo il suo lavoro e pur non avendo lui determinato questo stato di cose come già evidenziato dall’articolo. Vuol dire che ci tiene e non possiamo che augurarci che sia così.

Tornando al civico 29 apprendiamo con piacere che la ferma intenzione di Ater è quella di ristrutturare e riqualificare l’edificio. E’ un punto di chiarezza. Non siamo noi, infatti, ad averne immaginato l’abbattimento.

Allo stesso modo capirà che in merito alle soluzioni abitative facoltative, in vista dei lavori del ponte, proposte dal Comune dell’Aquila agli “occupanti” del palazzo abbiamo semplicemente riportato un fatto, acquisito dagli stessi occupanti cui era rivolta la proposta, ossia che alcuni sono propensi ad accettare ed altri no. Non sta a noi quindi stabilire se il Comune dell’Aquila dovesse contattare, e in che modo, i possessori di diritti di proprietà su quelle abitazioni, pubblici o privati che siano. La denuncia sul fatto che Ater non sia stata chiamata va quindi evidentemente rivolta al Comune dell’Aquila.


Print Friendly and PDF

TAGS