Iorio sul pericolo chiusura Neuropsichiatria Infantile: “I ragazzi rischiano di non aver assistenza”

La consigliera de Il Passo Possibile: "Come può sottacersi questa mancanza di sensibilità e vicinanza ai più giovani?"

di Redazione | 15 Novembre 2021 @ 11:40 | POLITICA
Emanuela Iorio
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L’AQUILA – “Nonostante si susseguano ormai da più di due anni appelli e proteste, anche da parte della sottoscritta, per scongiurare la chiusura del reparto di Neuropsichiatria Infantile dell’Ospedale San Salvatore di L’Aquila per mancanza di personale, ad oggi il rischio di lasciare i nostri ragazzi, anche piccolissimi, privi della necessaria assistenza e continuità terapeutica è sempre più concreto”.

E’ quanto afferma in una nota la Dottoressa Emanuela Iorio, Pediatra e Consigliera Comunale de “Il Passo Possibile”, che si dice” profondamente solidale col capo del Dipartimento materno-infantile, Sandra Di Fabio” .

“Il reparto d’eccellenza ha perso negli anni professionalità andate via o pensionate e mai sostituite – aggiune la Iorio -. A fronte di una richiesta aumentata in modo esponenziale con la pandemia, si continua ad andare avanti solo con “soluzioni tampone”, come avvenuto con gli avvisi di selezione a tempo determinato, il più delle volte andati deserti : così facendo non solo non si è riusciti a risolvere il problema ma anzi si è provocato un sovraccarico del lavoro del personale che, ormai ridotto all’osso (si parla di un solo medico specialista rimasto a disposizione (!), tenta di garantire al meglio il servizio pur con estrema fatica ed evidenti disagi. Tutto ciò promana da una noncuranza della Regione verso la nostra A.S.L. n.1 in cui l’avvicendamento dei Manager ha contribuito molto al mancato impegno verso le varie criticità sanitarie, lasciando i capi Dipartimento nell’oggettiva difficoltà risolutiva; e anche di chi, amministrando la città, dovrebbe farsi garante per risolverle”.

La dottoressa Iorio, consigliera comunale de Il passo possibile conclude: “Come può sottacersi questa mancanza di sensibilità e vicinanza ai più giovani, le cui difficoltà relazionali e i crescenti disagi (sia nei disturbi del neurosviluppo che in quelli prettamente psichiatrici) rivelatisi ancor più col Covid necessiterebbero di aiuto e sostegno continuo? Se i ragazzi, specie gli adolescenti, ci “sfuggono di mano”, rischiamo di perderli e i danni li vedremo quando diventeranno adulti”.


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