Io sono leggenda

Il corsivo di Ghino

di Redazione | 23 Marzo 2020, @03:03 | IL CORSIVO DI GHINO
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Non è stato Dio a fare questo, siamo stati noi.

Will Smith parlava cosi, al suo cane Sam, trovandosi come ultimo superstite di una pandemia generata da un virus modificato del morbillo.

Avesse avuto davanti Flavio Briatore e non il suo fedele quadrupede, gli avrebbe certamente dato ragione aggiungendo anche che siamo dei cretini che corrono più veloci del virus!

Ci hanno chiusi in casa, doverosamente ed in ritardo, italianizzando il virus, lasciando la porta mezza aperta, facendoci scoprire come servizi essenziali quelli che loro ed i sindacati hanno ritenuto tali, con una comunicazione completamente errata, rassicurandoci con il classico volemose bene e poi diventando tutti mogi mogi, perchè si sono resi conto di aver fatto un errore clamoroso, forse perchè Rocco Casalino ha dato priorità al virus magari pensando preventivamente che lo stesso eliminasse nel giro di pochi giorni, quelli a lui scomodi.

Comunque, questo è, se ci pare. E così sia. Siamo comunque un popolo di irresponsabili guidati da canaglie, vigliacchi ed incapaci incoscienti e che, tutti insieme, commettiamo canagliate, ognuno nel proprio ruolo, dalla corsetta alla Madonna Fore, alla nuova telenovela “Il Decreto”, in onda lunedì, mercoledì e venerdì che ci sta tenendo tutti attaccati alla tv.

Forse il nostro affascinante premier, ci intrigava di più quando i suoi perversi desideri, li condivideva solo con la sua Anastasia nella “stanza dei decreti” e non quando ha deciso “arbitrariamente”, di coinvolgerci tutti nella sua mega orgia dove, però, ognuno di noi, deve fare i conti con se stesso, isolato tra una carbonara e l’altra, tra una video chiamata, ormai scoperta anche da Nonna Luigina di Camarda che confida all’amica Nicolina di Tornimparte che se non ci ha ccise la guerra e la febbre gialla, mo ci volesse che quistu se pensa de fa come ji pare”!?. Niculi’, fatte ju brodo de cajina caju, come sempre!

Luigina e Nicolina, altre generazioni, che poi, vissero anche un’altra tremenda malattia degli anni ’70 del novecento. Mi sembra si chiamasse influenza, sempre dovuta ad uno “starnuto di Mao”, come coniarono gli inglesi in quegli anni e che, con una dignità ed unione non di altri tempi, ma di quei tempi, affrontarono un’epidemia indescrivibile, anzi no. Ora conosciamo tutti e molto bene quegli stati d’animo, siamo solo “forse” un pò cambiati, nel modo di fare, di essere, di proporsi, di approcciarsi al prossimo, di vivere le emozioni, di scrivere qualcosa con ancora davanti un bicchiere, bottiglia per noi abruzzesi, di vino rosso e, in sottofondo, “I like chopin” e provare a gridare al mondo che “se io posso cambiare, se voi potete cambiare, tutto il mondo può cambiare”!

Ma dovremmo chiamarci tutti Robert Balboa ed oggi dovrebbe essere la notte di Natale, dove ognuno di noi dovrebbe ricevere il regalo più atteso ed abbracciare i propri cari, non trovarsi solo davanti ad uno specchio di nome Onofrio Del Grillo, che gli ripete costantemente “perchè io so io, e voi non siete un cazzo!”.

Oggi siamo noi, la gente perbene, le madri, i padri, i figli, i nonni, chi paga le tasse, gli imprenditori, le partite iva, quelli che vogliono mantenere il posto di lavoro a tutti quanti nonostante tutto. Il potenziale enorme dell’Italia, spesso sprecato nel turismo che non sfruttiamo, nell’invidia sociale, nel ricco ladro e nel povero “trusciante” – Bubbolo Docet – nel cercare il sogno che conduce alla pazzia, nella ricerca di qualcosa che non trovano, dentro le nuvole di fumo del mondo fatto di città….è un Dio che VIVO…!

NOI SIAMO VIVI

NOI SIAMO LEGGENDA.


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