Investito e ucciso l’orso Juan Carrito

Il presidente del Pnalm Giovanni Cannata: "Dopo alcuni minuti di agonia è morto a causa del trauma riportato nell'impatto con una vettura in transito. Stasera siamo tutti un pò più poveri perchè se ne è andato uno di famiglia"

di Redazione | 23 Gennaio 2023 @ 20:54 | AMBIENTE
juan carrito
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CASTEL DI SANGRO – Alla fine, nella sua vita ‘addomesticata’, abituato a muoversi sempre più vicino ai luoghi urbanizzati del Parco nazionale d’Abruzzo, l’orso Juan Carrito non ce l’ha fatta: un’auto questa sera lo ha investito e lo ha ucciso. A nulla sono serviti i grandi pannelli sistemati nei mesi scorsi dal parco per un progetto volto appunto a tutelare l’orso bruno marsicano, che trova a Pescasseroli e in molta parte dei territori vincolati, come anche Lecce nei Marsi, Opi, Villavallelonga, Castel di Sangro, Roccaraso, un corridoio di passaggio. Juan Carrito aveva ‘scelto’ Pescasseroli come suo luogo privilegiato. 

“Investito Juan Carrito… Questa sera sulla Strada Statale 17 prima della della galleria G. Fiore è stato investito Juan Carrito che dopo alcuni minuti di agonia è morto a causa del trauma riportato nell’impatto con una vettura in transito”. Così ha scritto in una nota pubblicata sulla pagina Facebook del Parco nazionale, il suo presidente Giovanni Cannata. “Fortunatamente la persona alla guida non sembra aver riportato traumi – ha aggiunto anche -. Sul posto sono intervenuti per i primi soccorsi, guardiaparco, carabinieri, carabinieri forestali e la veterinaria Scioli del servizio veterinario di Castel di Sangro. L’animale sarà recuperato dal personale del Pnalm e trasportato all’Istituto zooprofilattico per la necroscopia. Non ci sono parole per quello che è successo. Juan Carrito era un orso problematico ma al Parco abbiamo fatto di tutto, contro tutto e tutti, per dargli una chance e farlo rimanere libero. Ora ci ha lasciato…. -, conclude con amarezza il presidente, in riferimento al tentativo di ‘rinselvatichire’ l’orso che, erò, dopo alcune settimane di tentativi di reinserimento nel suo habitat naturale (la montagna e i boschi, appunto, e non il centro abitato e quindi più pericoloso non soltanto per i rischi collegati alle infrastrutture, ma anche per la disponibilità di cibo ‘umano’ dannosissimo per un orso) -. Stasera siamo tutti un pò più poveri perchè se ne è andato uno di famiglia”. 
 
 
 
LE REAZIONI
“Addolora la morte di Juan Carrito, l’orso bruno marsicano diventato celebre per le sue incursioni nei paesi del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, protagonista anche di un docufilm su Sky”. Lo afferma il senatore di Fratelli d’Italia, Guido Quintino Liris. “L’esemplare viveva oramai a stretto contatto con l’uomo con cui aveva preso estrema confidenza, tanto da riuscire facilmente a procacciarsi il cibo tra pollai, isole ecologiche e pasticcerie, anziché procurarselo tra i boschi e spartirselo faticosamente con gli altri orsi affamati”. “È forse il momento di aprire una riflessione sul fatto che animali selvatici di questa specie vivano in modo così contiguo all’uomo, in aree fortemente antropizzate”, rileva infine Liris. “La sua tragica fine addolora doppiamente se si considera che a portarlo sulla coscienza sarà l’Abruzzo, la regione verde d’Europa, che nel suo insieme non ha saputo difenderlo”.
 
“Ho appreso con grande dolore la notizia dell’investimento mortale di Juan Carrito, l’orso marsicano più famoso e amato d’Abruzzo, avvenuto sulla statale 17 all’altezza di Castel di Sangro. L’orso è stato investito da un residente del luogo. Il presidente della provincia e sindaco di Castel di Sangro, Angelo Caruso, mi ha informato dell’evento, inviandomi dei video in cui si vedeva l’orso pesantemente colpito. La sua perdita rattrista non solo l’Abruzzo ma il mondo intero che ha scoperto l’Abruzzo e la bellezza degli orsi attraverso i numerosi video che lo ritraevano sin da cucciolo con i suoi fratelli e l’orsa Amarena”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio.

“L’Abruzzo piange la morte di quella che in molti consideravano la sua “mascotte” più simpatica ed amata: l’orso Juan Carrito. Lo piangono anche i politici di destra, come il senatore Liris o il presidente Marsilio, che oggi si scoprono affettuosi nei confronti della fauna selvatica mentre domani torneranno a “brigare”, con quasi tutto l’ “arco costituzionale”, per riperimetrare parchi o invadere con cemento ed inutili infrastrutture le nostre belle montagne. Juan Carrito perdonaci e perdona la nostra debolezza nel non essere stati capaci di farti rispettare come dovevamo e difenderti. Non muore una mascotte, muore un orso. Evitiamo la propaganda ad ore, almeno in questo caso”. A scriverlo è Sinistra italiana L’Aquila.  


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