La prima notizia del post elezioni non sono il risultato delle elezioni stesse ma, per gli aquilani, ai quali delle elezioni importa comprensibilmente poco, la chiusura della Transcom annunciata proprio lunedì con lo spettro dei licenziamenti diventato sempre più reale.
Tira e molla con i lavoratori, licenziamenti, posizioni dei sindacati non sempre chiare, commesse sventolate e poi nascoste, ricatti e ora, questo bel regalo post terremoto che forse serve a portare avanti un gioco al rialzo sulla pelle di lavoratori che, oltre ad aver perso la casa, si ritroveranno anche senza un lavoro.
Le istituzioni hanno alzato la voce, reclamano uno spostamento del livello da locale a nazionale con il coinvolgimento del governo e chiedono fermamente il ritiro dei licenziamenti. Certo sarebbe proprio stato strano il contrario…
L’idea generalizzata è che l’azienda abbia preso al balzo il problema delle commesse (ma veramente Vodafone non vuole più investire all’Aquila?)o del sito inagibile (i lavori sono già ultimati e in via di completamento) per mascherare scelte “ciniche” sulla pelle degli aquilani. La vicenda Transcom spaventa e potrebbe avere l’effetto domino su un’economia messa in ginocchio dal terremoto in un Paese già fortemente provato dalla crisi economica.

E come nascondere alla città la questione Coop che sta per esplodere come una bomba ad orologeria?
Una vicenda anch’essa travagliata: la mancata attuazione del progetto per l’IperCoop a Sant’Antonio, l’infinito gioco a nascondino dell’Amministrazione Comunale impantanata in una battaglia legale che dura ormai da anni, l’esproprio del suddetto terreno per metterci le casette per gli abitanti del centro storico (come mai il terreno attiguo della Conad non è stato espropriato?), fino ad arrivare all’evidenza che vede la Coop perdere all’Aquila due supermercati su tre, un investimento importante e 90 dipendenti in Cassa integrazione, oltre ai danni in merce ed attrezzature, pari a 5 milioni di euro. La questione è delicata, da una parte la Coop che cerca di non surriscaldare il clima, dall’altro un’Amministrazione Comunale che appare sfuggente e colpevole di un assordante silenzio. Ma la città è stanca e stremata e chiede di conoscere la strategia dell’Amministrazione per arginare questa probabile emorragia di perdita di posti di lavoro prima che diventi inutile chiudere la stalla e i buoi siano scappati.

di Maria Cattini

[tratto da Gli Editoriali del Direttore – IlCapoluogo.it]

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