Sulla L’Aquila-Amatrice è scontro Pietrucci-D’Annuntiis

di Redazione | 22 Giugno 2020, @12:06 | POLITICA
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L’AQUILA – “Il consigliere Pietrucci, ancora inebriato per la maxi-vincita al lotto sulla ruota Usr-Legnini, scambia lucciole per lanterne confondendo le infrastrutture trasportistiche (strade, Ferrovie, porti ecc.) con le reti idriche, le reti fognanti e i depuratori ignorando, comunque, che la regione sta portando avanti un importante programma di interventi nel settore della depurazione e del potenziamento delle reti idriche”.

Lo scrive in una nota il sottosegretario con delega alle infrastrutture Umberto D’Annuntiis in risposta al consigliere regionale del Pd Pierpaolo Pietrucci che, nei giorni scorsi, aveva chiesto all’esecutivo regionale di ritirare la delibera 337/2020 sulle infrastrutture strategiche e denunciato la cancellazione V Lotto della SS 260 L’Aquila-Amatrice.

“Se poi si vuole scendere nei particolari si invita il consigliere Petrucci a leggere attentamente la Dgr n. 310/2015, giunta D’Alfonso , nella quale non risulta il V lotto della L’Aquila-Amatrice e quindi nessuno lo ha cancellato in quanto mai preso in considerazione da Mit e Anas – dice D’Annuntiis -. Sarà comunque massima l’attenzione della Giunta Regionale verso le esigenze del territorio aquilano , così come dimostrato in vari provvedimenti già assunti. Se poi il consigliere Petrucci, invece di fare disinformazione e demagogia spicciola , volesse contribuire con i fatti, e non con le chiacchiere, al miglioramento della qualità dei collegamenti, alla sicurezza della viabilità e allo sviluppo del territorio si attivi presso il suo governo affinché , ad esempio , venga posto termine alla scandalosa situazione delle autostrade A14, A24 e A25 che insistono sul nostro territorio”.

“Code, blocchi, interruzioni che provocano disagi e rischi di incidenti per tutti coloro che le utilizzano. Il tutto con il silente Mit impegnato in un braccio di ferro con le concessionarie, sulla pelle dei cittadini. Allora sì che le lucciole rimarranno lucciole e le lanterne, lanterne”, conclude.

Immediata la controreplica di Pietrucci: “Sono ben disponibile ad ascoltare ogni critica e osservazione. Credo però che sarebbe corretto, oltre che indice di buona educazione, rispondere anche severamente, ma senza scadere nell’offesa”, scrive in una nota.

“Mi dispiace perciò constatare che il sottosegretario D’Annuntiis preferisca buttarla in caciara rispetto al mio intervento sulla Delibera 377/2020 sulle infrastrutture strategiche regionali. Anche perché la sua replica non fa altro che confermare perfettamente la mia critica”.

“Per essere più chiaro, mi limito a ribadire e a specificare”, continua Pietrucci. “In tutte le Delibere approvate dalla precedente Giunta regionale presieduta da Luciano D’Alfonso (e parlo della DGR 470 del 2014, della DGR 179 del 2015 e della DGR 310 del 2015 che lo stesso D’Annuntiis cita) viene indicata sempre come prima tra le infrastrutture viarie il ‘completamento della dorsale appenninica’ Rieti-L’Aquila–Navelli SS 260 ‘Picente’ dorsale L’Aquila-Monterale-Amatrice. Per questo intervento sono stati previsti, progettati e finanziati il III e IV Lotto che sono in fase di realizzazione da parte dell’Anas. Ora: poiché il IV Lotto prevede lavori tra Montereale e Capitignano, e visto che l’opera deve arrivare fino ad Amatrice, non ci vuole uno scienziato a capire che servirà per forza un V Lotto!”.

“Ma per poterlo mettere in cantiere è indispensabile che il ‘Completamento della dorsale appenninica’ venga previsto tra le infrastrutture strategiche della Regione Abruzzo. Altrimenti mai nessuno, né la Regione, né l’Anas, né il Ministero dei trasporti potrà prendere in considerazione l’intervento. E allora sì, che ci troveremmo di fronte non solo ad una tragica incompiuta, ma ad un danno storico che impedirà il collegamento con la Salaria e dunque quell’attraversamento appenninico così strategico per L’Aquila e l’Abruzzo interno. Nel caso non fosse chiaro, lo ripeto ancora al sottosegretario D’Annuntiis: nella Delibera 337 della Giunta Marsilio il completamento della L’Aquila-Amatrice non c’è. Punto”, dice Pietrucci.

“Per questo (oltre che per tante altre ragioni) la Delibera va ritirata e modificata. P.S. Sono diventato consigliere perché quasi cinquemila persone mi hanno scelto (se sono poche chiedo scusa a D’Annuntiis) e comunque non mi permetterei mai, ripeto mai, di ‘ironizzare’ verso colleghi consiglieri. Il rispetto umano e la correttezza istituzionale vanno anteposti ad ogni argomento polemico. Sempre”, conclude Pietrucci. “Purtroppo la squallida allusione alla ‘vincita al lotto’ è tipica di chi considera la politica non un servizio alla comunità, ma un’occasione di guadagno economico personale”.

Sulla questione interviene anche il Pd dell’Aquila.

“L’annuncio prima di tutto”, dice in una nota. “Poco importa se, come avviene ormai sistematicamente, riguarda atti pasticciati, approssimativi, illegittimi o addirittura senza copertura economica. Questa è la Regione Abruzzo al tempo del presidente Marsilio. Una tendenza assecondata da tutti gli esponenti della sua maggioranza e confermata dall’ultima delibera di giunta sulle infrastrutture strategiche che, confezionata in fretta e furia nel tentativo di inseguire l’iniziativa del Governo centrale sul tema degli investimenti infrastrutturali, in un lunghissimo elenco di interventi, pari a 6 miliardi di euro di spesa, dimentica opere previste da decenni nella programmazione regionale”.

“È il caso della superstrada L’Aquila-Amatrice scomparsa nell’ultima delibera con il placet dei due assessori aquilani, Imprudente e Liris, con il silenzio del vicepresidente del consiglio Santangelo e, a giorni di distanza dalla notizia, anche del sindaco Biondi. Una decisione incomprensibile rispetto alla quale chiediamo di mettere immediatamente riparo”, continua nella nota il Pd aquilano.

“Ci auguriamo, però, lo si faccia innanzitutto con il coinvolgimento dei sindaci, scavalcati ormai su ogni decisione, ma soprattutto attraverso un ripensamento generale di metodi e di contenuti rispetto a quanto fatto vedere nel primo anno di governo regionale, contrassegnato dall’inconcludenza e dalla mancanza di visione rispetto alla necessità, non più rinviabile, di ripensare un modello di sviluppo completamente nuovo per l’Abruzzo e per l’intero Paese”, conclude la nota dei dem.


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