Infortuni sul lavoro da Covid-19: in Abruzzo + 634 casi tra ottobre e novembre

Il rilevante aumento ha riguardato tutte le province ma più intensamente in termini relativi quella dell’Aquila (+222,5%)

di Redazione | 05 Gennaio 2021 @ 11:04 | ATTUALITA'
Infortuni sul lavoro da Covid-19
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L’AQUILA – Rispetto alla data di rilevazione del 31 ottobre, in Abruzzo, le denunce di infortunio sul lavoro da Covid-19 pervenute all’Inail al 30 novembre 2020, sono aumentate di 634 casi (+74,0%), 471 dei quali avvenuti a novembre e 162 ad ottobre; gli altri nei mesi precedenti, mentre i decessi non si sono incrementati. Il rilevante aumento ha riguardato tutte le province ma più intensamente in termini relativi quella dell’Aquila (+222,5%).

Tra i lavoratori più colpiti

vi sono i tecnici della salute,  l’86% sono infermieri. Seguono le professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali. Tra il personale non qualificato nei servizi di istruzione e sanitari il 56% sono portantini e il 38% ausiliari ospedalieri. Mentre, tra gli impiegati addetti alla segreteria e agli affari generali il 69% lavora negli uffici amministrativi e il 31% in quelli di segreteria.

Per quanto riguarda l’attività economica

la gestione Industria e servizi registra il 97,4% delle denunce, seguita dalla gestione per conto dello Stato (2,5%) e Agricoltura (0,1%). Il 75,3% delle denunce codificate per attività economica (Ateco) riguarda il settore “Sanità e assistenza sociale” tra cui gli ospedali, le case di cura e di riposo incidono per circa il 91%. E ancora, il settore “Noleggio e servizi alle imprese” registra il 9,9% delle denunce codificate di cui il 52% proviene dall’attività di “Ricerca, selezione, fornitura di personale” con lavoratori interinali “prestati” a svariate attività e professionalità (principalmente di natura sanitaria e sociale) ed il 32% dall’attività di “Servizi per edifici e paesaggio” prevalentemente attività di pulizia e disinfestazione. Al penultimo posto il settore “Attività professionali, scientifiche e tecniche registra il 3,8%, di cui il 70% per attività di intermediazione aziendale ed infine – l’1,6% delle denunce riguarda sia l’industria manifatturiera sia il settore “Attività dei servizi di alloggio  e ristorazione” (metà dei casi nelle attività di “Alloggio” e l’altra metà nei “Servizi di ristorazione”).

 


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