Indennità Covid, cade l’incompatibilità con i gettoni di presenza degli amministratori

di Redazione | 12 Marzo 2021 @ 08:22 | LA LEGGE E LA DIFESA
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L’AQUILA – Cade l’incompatibilità con i gettoni di presenza degli amministratori. L’Inps, infatti, ha sospeso il recupero degli indennizzi. Lo si apprende dal messaggio n. 1005/2021 dell’Ente previdenziale. Decisivo, vi si legge, l’orientamento del Ministero del Lavoro.

Non ci saranno quindi ulteriori azioni di recupero per consiglieri comunali e provinciali che percepiscono solo gettoni di presenza. Per gli altri le azioni di recupero sono sospese finché l’Ente Previdenziale non si adeguerà alle prescrizioni imposte dal Garante della privacy. Il garante con il provvedimento n. 87 del 25 febbraio scorso puniva l’ente per la scelta di recuperare tali somme. 

Il 2 dicembre 2020, infatti, il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali aveva stabilito l’incompatibilità tra gli indennizzi COVID-19 e le indennità percepite dai politici. Conseguentemente l’Inps aveva avviato il recupero delle somme già erogate.

Cosa succede, invece, per chi percepisce anche un’indennità di funzione. L’INPS ha spiegato che nei confronti di questi ultimi non si darà seguito al recupero delle prestazioni erogate. C’è poi chi percepisce indennità assimilabili al lavoro dipendente (come i parlamentari o un consigliere regionale o un sindaco). In questi casi rimane l’incompatibilità, ma l’azione di recupero, già notificata ai diretti interessati, è stata paralizzata dalla sanzione comminata all’INPS dal Garante della privacy (provvedimento n. 87 del 25 febbraio 2021) per il mancato rispetto delle regole sulla privacy. L’INPS ha infatti sospeso in via cautelare tutte le attività avviate nei confronti dei titolari di cariche pubbliche.


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