Incostituzionale avere liste senza candidati di entrambi i sessi

di Redazione | 10 Marzo 2022 @ 13:50 | LA LEGGE E LA DIFESA
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ROMA  –  La Corte costituzionale con la decisione di rendere incostituzionale la mancata previsione, per i comuni con meno di 5.000 abitanti, dell’esclusione della lista elettorale che non presenti candidati di entrambi i sessi porta l’italia a fare ulteriori passi avanti verso una vera parità di genere. Questo è il cuore delle sentenza n.62 depositata oggi, la cui redattrice è la Vicepresidente Daria de Pretis. La presenza di candidati di entrambi i sessi nelle liste elettorali comunali, osserva la Corte, costituisce una garanzia minima delle pari opportunità di accesso alle cariche elettive. Quest’obbligo vale anche per i comuni con meno di 5.000 abitanti, solo che per loro la disciplina sulla presentazione delle liste elettorali non prevede nessuna sanzione nel caso di violazione.La misura di riequilibrio della rappresentanza di genere nei comuni più piccoli – che rappresentano il 17% della popolazione italiana – è dunque ineffettiva e perciò inadeguata e incostituzionale non corrispondendo a quanto prescritto dall’articolo 51, primo comma, della Costituzione, secondo cui la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini. 

Daria de Pretis è uno dei giuristi più stimati nel suo ambito, infatti, nel 2014 è stata nominata giudice costituzionale dal presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano ed è entrata in carica l’11 novembre 2014, quando ha giurato al Quirinale davanti alle più alte cariche dello Stato. In seguito, il 29 gennaio di quest’anno è stata nominata vicepresidente della Corte, insieme a Silvana Sciarra e Nicolò Zanon, dal neoeletto presidente Giuliano Amato.


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