Incidente mortale A25, la Cgil L’Aquila accusa

"Le chiamano morti bianche, in realtà sono rosse come il sangue versato"

di Redazione | 29 Luglio 2023 @ 12:20 | CRONACA
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L’AQUILA – “Ancora un morto sul lavoro. Ancora una volta siamo costretti a piangere una vita. Una vita finita e spezzata nel bisogno primario di procurarsi da vivere. Avviene in estate, avviene nel periodo dell’anno in cui molti italiani raggiungono le località del meritato riposo”. Così la CGIL L’Aquila in una nota lancia un grido di allarme: “LE CHIAMANO MORTI BIANCHE”.

“La persona scomparsa stava rimuovendo un cantiere mobile sull’autostrada A25 nei pressi della Stazione di Avezzano. Cantiere installato nei giorni scorsi al fine di permettere la stesa del nuovo asfalto sul tratto interessato.

La giovane vita spezzata è quella di un lavoratore che nella nostra terra si procurava da vivere.

Ancora una morte sul lavoro. Le chiamano morti bianche, in realtà sono rosse come il sangue versato.

Una condizione talmente frequente da non destare più indignazione. E invece bisogna reagire a questa condizione inaccettabile che, ancora una volta, ci riporta a riflettere sul fatto che sempre più spesso le necessarie attenzioni sui temi della sicurezza sono poste in secondo piano.

C’è bisogno, c’è urgenza e necessità di una profonda analisi dei costi sociali di una becera competizione al ribasso che genera effetti che taluni evidentemente considerano “collaterali” e che sono inaccettabili ed insostenibili per un Paese che osa definirsi civile.

Siamo fiduciosi che le istituzioni preposte facciano gli approfondimenti del caso affinché emergano le responsabilità su quanto accaduto. Da parte nostra, non siamo più disposti ad aggiornare la triste contabilità.

Gli enti preposti, i datori di lavoro e la politica tornino seriamente ad occuparsi del tema prevenzione e sicurezza”, conclude il comunicato.                                                


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