Incendi L’Aquila, un disastro per la biodiversità, non solo alberi ma anche animali

di Cristina D'Armi | 18 Agosto 2020 @ 06:40 | AMBIENTE
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L’AQUILA – Un agosto da incubo quello che gli aquilani stanno vivendo a causa degli incendi che stanno ancora oggi devastando i boschi che contornano la città. Gli incendi infliggono effetti gravosi soprattutto per l’ambiente: il fuoco distrugge il manto vegetale e anche parte dello strato dell’humus, rendendo idrorepellente il terreno con conseguenti fenomeni di abrasione e fratture che provocano l’instabilità del suolo. Ma dell’habitat naturale fanno parte non solo gli alberi e il sottobosco ma anche la fauna. Ora ci si trova a fare i conti anche con il disastro ambientale che continua a mietere vite anche tra gli animali: per ogni ettaro di terreno che prende fuoco, sono bruciati vivi dai cinque ai diecimila uccelli, duecento mammiferi e ben cinque milioni di insetti. Queste le stime dell’Ente Nazionale per la protezione degli animali (Enpa). Vittime dei roghi sarebbero soprattutto gli animali che non hanno rapidità di movimento come roditori, ricci e rettili. A rischio anche le api, una specie sempre più vicina all’estinzione che conta più di cinquanta milioni di casi di morte per asfissia nelle fiamme, così come accadde nell’incendio nel Parco del Vesuvio. Ad oggi non ci sono stime ufficiali e le ultime risalgono al 2017, anno in cui hanno perso la vita 40 milioni di animali a causa degli incendi nel Paese. Anche gli animali che sono riusciti a sopravvivere a eventi tragici come questi, avranno comunque gravi problemi a riadattarsi a un ecosistema diverso dall’originario. Gli insetti subiscono danni rilevanti in conseguenza alla perdita di orientamento, inoltre, la siccità prolungata che ne deriva, dà vita allo sviluppo di forme vegetali di parassiti infestanti che intaccano l’ecosistema già duramente provato. É la microfauna, di cui nessuno si accorge, a essere completamente distrutta.

Numerose le iniziative intraprese dai volontari che si occupano della tutela degli animali: durante l’emergenza incendi all’Aquila, il comitato Case Matte e l’operatore cinofilo Valeria Cavalieri, per esempio, hanno mobilitato la popolazione per raccogliere cibo per gli animali selvatici sopravvissuti al disastro incendiario.

Legambiente ricorda anche che gli incendi boschivi causano danni che durano anche più di cento anni prima di ripristinare la condizione di ricchezza in biodiversità (una volta bruciato un bosco e perse le specie endemiche presenti, come in queste ore nel Gran Sasso per la ginestra aquilana), sempre che vengano attivati interventi per facilitare la ripresa degli habitat naturali.


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