Incendi L’Aquila, due anni dopo c’è il dato: in fumo 1000 ettari

di Alessio Ludovici | 19 Maggio 2022 @ 06:00 | INCENDI
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L’AQUILA – Cinque incendi che hanno interessato il territorio boschivo e pascolivo del Comune dell’Aquila, per un totale di circa 1000 ettari bruciati, 10milioni di metri quadri andati in fumo, un campo da calcio, per intenderci, è grande 70mila mq. In pratica 150 campi da calcio bruciati. E’ il bilancio finale del drammatico anno 2020 che si desume dall’aggiornamento del catasto delle aree bruciate approvato dalla Giunta comunale. I dati sono il frutto del lavoro del Settore Ambiente e Protezione Civile, Ufficio Politiche agro- silvo-pastorali, sulla scorta delle comunicazioni effettuate dal Corpo dei Carabinieri Forestali, delle cartografie presenti sul sito della Regione Abruzzo e dei dati reperibili sul SIM (Sistema Informativo della Montagna). Le aree sono state censite, perimetrate e quantificate, sono state redatto le nuove cartografie e gli elenchi particellari completi delle aree percorse dal fuoco. 

Cinque gli eventi come dicevamo. In data 13.01.2020 un incendio di piccola entità ha interessato una superficie di Ha 00.07.75 (775 mq) in località “Piazzale Simoncelli”, a Fonte Cerreto. Il 13 aprile quindi un altro incendio, per una superficie complessiva di Ha 02.99.21 (29.921 mq), ha interessato la località “Monte Torretta” nella frazione di Preturo. A fine luglio quindi le drammatiche giornate iniziate il 30 luglio ad Arischia e il 31 a Pettino. Ad Arischia un incendio di vastissime dimensioni per una superficie di Ha 396.38.26 (3.963.826 mq) e che si è esteso anche nel Comune di Lucoli. A Pettino interessata una superficie boschiva complessiva di Ha 491.85.38 (4.918.538 mq). Il 30 agosto di nuovo Preturo per una superficie complessiva di Ha 108.57.26 (1.085.726 mq).

Il catasto è previsto dalla legge n. 353 del 21 novembre 2000 in materia di incendi boschivi, e prevede l’apposizione di vincoli che limitano l’uso del suolo per quelle aree che sono individuate come boscate o destinate a pascolo. 

La legge prevede dei vincoli quindicennali sulla destinazione delle zone boscate e dei pascoli i cui soprassuoli siano stati percorsi dal fuoco. In tali aree è consentita la realizzazione solamente delle opere pubbliche necessarie alla salvaguardia della pubblica incolumità e dell’ambiente. In tutti gli atti di compravendita di aree e immobili situati nelle predette zone, stipulati entro quindici anni dagli eventi, deve essere espressamente richiamato il vincolo.

Sono previsti, inoltre, vincoli decennali sulla realizzazione di edifici nonché di strutture e infrastrutture finalizzate ad insediamenti civili ed attività produttive, fatti salvi i casi in cui per detta realizzazione siano stati già rilasciati atti autorizzativi comunali in data precedente l’incendio sulla base degli strumenti urbanistici vigenti a tale data. In tali aree è fatto divieto di pascolo e caccia per dieci anni, limitatamente ai soprassuoli delle zone boscate percorse da fuoco.

E’ vietato lo svolgimento, sempre per quindici anni, di attività di rimboschimento e di ingegneria ambientale sostenute con risorse finanziarie pubbliche, salvo il caso di specifica autorizzazione concessa o dal Ministro dell’Ambiente, per le aree naturali protette statali, o dalla regione competente, negli altri casi, per documentate situazioni di dissesto idrogeologico o per particolari situazioni in cui sia urgente un intervento di tutela su valori ambientali e paesaggistici.

 


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