POPOLI TERME – Il vento cambia direzione, le temperature restano alte e sul Morrone l’incendio continua a mettere alla prova il dispositivo di spegnimento. È qui, tra Roccacasale, Corfinio e Popoli Terme, che nel corso della giornata si è concentrata la parte più consistente degli interventi contro i roghi che interessano l’Abruzzo.
Il fumo è arrivato ben oltre l’area dell’incendio. Tra la serata di domenica e le prime ore di lunedì l’odore proveniente dalla zona della Maiella è stato avvertito fino a Pescara, mentre sul versante montano le squadre hanno continuato a lavorare in condizioni rese difficili dal terreno e dalle correnti d’aria della Gola di Tremonti. Nel pomeriggio, un fulmine ha scatenato un incendio a Verrico di Montereale. Sul posto squadre dei Vigili del Fuoco e della Protezione civile.
Il Genio militare sul Morrone
La strategia degli interventi è stata ridefinita durante la riunione al Centro operativo comunale di Popoli Terme. Sul fronte del Morrone entreranno in azione anche i mezzi del Genio militare dell’Esercito.
L’obiettivo è rendere accessibili aree che finora hanno creato difficoltà alle squadre a terra. I mezzi speciali dovranno allargare sentieri e tratti di viabilità e realizzare fasce tagliafuoco capaci di interrompere la continuità della vegetazione.
“Zero burocrazia, tutte le ruspe e i macchinari devono operare subito”, ha detto il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio.
Le linee tagliafuoco potranno raggiungere una larghezza compresa tra dieci e trenta metri. Un intervento che affianca il lavoro dei mezzi aerei e punta a consentire a Vigili del fuoco e Protezione civile di arrivare più vicino ai punti ancora interessati dalle fiamme.
Canadair, una giornata segnata dalle avarie
Il nodo resta quello dei mezzi aerei. Domenica quattro dei sette velivoli impegnati sugli incendi abruzzesi avevano accusato problemi tecnici, con ripercussioni sulle operazioni di spegnimento.
Nella mattinata di lunedì il Centro operativo aereo unificato aveva assegnato all’Abruzzo quattro Canadair e un Erickson, ai quali si aggiungono i due elicotteri regionali. Anche il nuovo dispositivo ha però incontrato difficoltà: altri due Canadair hanno avuto problemi e uno è stato sostituito.
Marsilio ha avuto un colloquio con il capo della Protezione civile nazionale Fabio Ciciliano e ha successivamente annunciato l’invio di tre nuovi Canadair per rafforzare gli interventi dall’alto.
Nel pomeriggio la distribuzione dei velivoli è stata modificata proprio per dare priorità al Morrone. Alle 16.30 i Canadair 11 e 16, fino a quel momento impegnati rispettivamente a Bisegna e Rocca di Cambio, sono stati trasferiti dal Coau sul fronte Roccacasale-Corfinio. Nella stessa area operano anche gli elicotteri Chocise e Drago.
Bisegna e Rocca di Cambio, gli altri incendi nell’Aquilano
A Bisegna continuano le operazioni dopo la nuova avanzata delle fiamme favorita nei giorni scorsi da vento e temperature elevate. Sabato sera sei famiglie erano state evacuate in via precauzionale da una palazzina e ospitate temporaneamente in una palestra. Successivamente hanno potuto fare ritorno nelle proprie abitazioni.
Resta sotto osservazione anche Rocca di Cambio. L’incendio, iniziato il 4 agosto, ha avuto diverse riaccensioni nella zona di monte Cagno, un’area impervia e difficile da raggiungere. Dopo lo spostamento del Canadair sul Morrone, sul posto restano impegnati gli elicotteri Lince Rossa e Lupo Grigio insieme alle squadre a terra.
Nemmeno le precipitazioni hanno dato il contributo sperato. I rovesci registrati nelle ultime ore sono stati localizzati e troppo deboli, almeno nelle aree interessate, per cambiare in maniera significativa l’andamento degli incendi.
Spenti i roghi di Roio del Sangro, Bucchianico e Corvara
Il quadro nel frattempo migliora su altri fronti. Risultano spenti gli incendi di Roio del Sangro e Bucchianico, nel Chietino, quello di Corvara, in provincia di Pescara, e quello nell’area di Isola del Gran Sasso-Cerchiara, nel Teramano.
Nella notte un incendio è invece divampato a Ortona durante lo spettacolo pirotecnico nell’area del Castello Aragonese. Le fiamme hanno interessato due zone esterne e sono state domate dai Vigili del fuoco senza provocare danni alla struttura.
Marsilio: “Incendi in gran parte dolosi”
Il presidente della Regione è tornato anche sul tema delle cause. Secondo Marsilio, “nella stragrande maggioranza dei casi” gli incendi avrebbero origine dolosa.
Il governatore ha parlato di piromani che agirebbero “quasi in maniera scientifica”, accanto a episodi dovuti a disattenzione o a cause naturali. Sull’origine dei singoli roghi restano comunque gli accertamenti degli organi competenti.
L’emergenza incendi sta impegnando contemporaneamente la flotta nazionale anche in altre zone d’Italia. In Carnia è stato disposto l’invio di un secondo Canadair per il rogo che brucia da dieci giorni e sul quale sono riprese anche lunedì mattina le operazioni di spegnimento.







