Incendi, i mesi più a rischio e i comportamenti da adottare

di Alessio Ludovici | 04 Luglio 2022 @ 06:00 | INCENDI
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L’AQUIL – Incendi triplicati nell’ultimo anno rispetto alla media storica con più di un rogo ogni due giorni dall’inizio del 2022. Nel 2021 sono stati circa 150mila gli ettari bruciati. E’ quanto emerso da una relazione della Coldiretti. Le temperature e la siccità fanno paura e con l’arrivo di luglio si entra nella fase più delicata, che perdura tipicamente fino a fine agosto. L’assenza di precipitazioni, ha spiegato sempre Coldiretti, inaridisce la terra ed espone maggiormente al fenomeno. Secondo l’Onu il fenomeno è destinato ad acuirsi negli anni a venire, con incendi più frequenti e intensi. L’organizzazione delle nazioni unite stima un aumento globale di incendi estremi fino al 14% entro il 2030 e del 50% entro la fine del secolo.

Per l’Abruzzo il governatore regionale Marco Marsilio, presentando l’avvio dell’annuale campagna antincendi con l’attivazione della sala operativa regionale, si è lasciato andare ad un cauto ottimismo. “Il modello messo in campo dall’Agenzia di Protezione civile in Abruzzo lo scorso anno – ha spiegato il Presidente della Regione Abruzzo – attraverso il potenziamento delle risorse strumentali e l’incremento delle capacità di intervento, ha prodotto risultati positivi rispetto alle medie degli anni precedenti.” Nel 2021, questi i numeri forniti dalla Regione Abruzzo, si sono registrati 90 incendi, un numero maggiore all’anno precedente, ma che hanno registrato la diminuzione del 40% delle aree boschive coinvolte. 

Il 2021 per L’Aquila è stato un anno clemente, molto diverso dal drammatico 2020. Cinque  gli incendi quell’anno per un totale di circa 1000 ettari bruciati. A fare la parte del leone gli incendi fine luglio ad Arischia e Pettino. Ad Arischia un incendio di vastissime dimensioni per una superficie di circa 400 ettari che si è esteso anche nel Comune di Lucoli. A Pettino fù interessata una superficie boschiva complessiva di quasi 500 ettari. L’Aquila è fortemente a rischio per le caratteristiche di molte sue aree boschive, quelle pinete messe a dimora nel passato per contrastare il rischio idrogeologico e che però sono altamente infiammabili a differenze delle latifoglie.

In questo periodo è importante alzare i livelli di attenzione e di controllo, ad esempio dei sedimi di autostrade e ferrovie. Proprio da lavori sull’autostrada partì nel 2007 il grande incendio di San Giuliano.  L’Aquila anche quest’anno può contare sulla presenza di un elicottero dei Vigili del Fuoco in città, uno strumento per un intervento più tempestivo. 

Molti incendi sono dolosi, ma una fetta importante no. E’ difficile dare numeri precisi, di molti incendi non si riescono ad accertare le cause, ma non sono tutti dolosi come spesso è facile e comodo pensare.Pochissimi scoppiano per cause naturali. Una percentuale che mediamente viaggia intorno al 60%, secondo i dati dell’Ispra, è infatti di natura accidentale o colposa. Non c’è nessun cattivo o dietrologia criminale, sono semplicemente il frutto di disattenzione, errori, scarsa prevenzione, scintille durante i lavori in autostrada, mozziconi di sigaretta,  fuochi accesi per scopi ricreativi come quello che fece scoppiare il a Campo Imperatore e così via. 

E’ bene allora anche seguire i consigli delle autorità. I Carabinieri, ad esempio, nel loro vademecum danno questi consigli:

  • evitate di gettare dai finestrini delle auto mozziconi di sigarette ancora accesi;
  • dispensatevi dal fumare nei boschi, nelle strade e nei sentieri che li attraversano ed in ogni caso spegnete accuratamente il mozzicone;
  • non accendete i fuochi in prossimità di aree boschive;
  • in campagna, per accendere le stoppie, seguite le giuste precauzioni ed i consigli indicati nei regolamenti dei singoli parchi nazionali;
  • per i picnic accendete i fuochi solo in aree debitamente attrezzate, lontano dagli alberi e dall’erba alta. Cercate di evitarli quando il tempo è molto secco e tira vento. In ogni caso non abbandonate mai le braci sul terreno;
  • cercate di evitare di parcheggiare a contatto con l’erba secca, perché il motore può emettere scintille;
  • non abbandonate rifiuti nei boschi. La carta e la plastica sono altamente combustibili e facilmente infiammabili;
  • se abitate in campagna in una casa con giardino, pulite il terreno intorno alla vostra abitazione dalle erbacce e dall’erba secca;
  • se vedete un piccolo fuoco lungo il ciglio della strada o dentro un bosco avvisate subito Il NUE 112. Se si tratta di un principio d’incendio, cercate di spegnerlo prendendo le giuste precauzioni comunque mai da soli (così in caso di malessere si può essere soccorsi in tempo).

La presenza sul territorio resta fondamentale. Secondo la Ferfa, l’organizzazione che vorrebbe il ripristino di un organizzazione forestale in Italia dopo la riforma Madia che cancellò il Cfs, individuava proprio in questa presenza del territorio uno dei pilastri dell’antincendio. Un’arte fatta di conoscenza del territorio, non solo in fase di spegnimento, ma soprattutto per evitarli gli incendi, conoscendo gli scenari di rischio, le situazioni che possono far scattare un’emergenza, ad esempio lavorazioni in campo aerotecnico. Il forestale sapeva, girava, parlava con la comunità, a volte magari bastava un cenno per far capire a un agricoltore che stava operando in modo sbagliato. L’antincendio boschivo, raccontano tanti forestali, non si misura solo nel numero di persone che arresti perché quando arresti qualcuno vuol dire che l’incendio c’è già stato. 

 


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