Incendi, annata difficile tra tentativi di controriforme e nuove tecnologie

di Alessio Ludovici | 17 Agosto 2021 @ 06:00 | AMBIENTE
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Un’annata difficile per gli incendi nella penisola. l’Italia è ancora in piena emergenza, soprattutto nel sud del paese ma i roghi non si contano anche nel regioni del centro Italia e ieri di nuovo roghi anche in Abruzzo e in provincia dell’Aquila, nel Sangro come nell’aquilano. E sarebbero milioni gli animali selvatici arsi vivi negli incendi boschivi che hanno colpito il Sud Italia. A fornire i numeri è l’European forest fire information system (Effis) della Commissione europea. Non mancano le polemiche. I Verdi hanno chiesto la sospensione dell’attività venatoria. Gli ex forestali continuano la loro battaglia, ormai approdata in Parlamento, per la ricostituzione di un corpo di polizia ambientale e forestale nazionale, cui sia delegata anche la filiera dell’antincendio boschivo. Esigenza ormai riconosciuta anche in sedi istituzionali dove non a caso si discute della possibile istituzione di “distaccamenti rurali” dei Vigili del Fuoco. 

Ma intanto a muoversi è anche il mondo della ricerca scientifica. L’ultima ipotesi, almeno per limitare i danni al patrimonio architettonico e monumentale che rischia di essere pesantemente colpito anch’esso, è quello di far ricorso a nuovi materiali per proteggere gli edifici. Riflettori puntanti in tal senso sull’applicazione delle nanotecnologie: “Abbiamo sviluppato un nuovo formulato nanotecnologico, che riesce in parte a preservare gli immobili dagli effetti degli incendi e potrebbe essere applicato per proteggere i beni culturali e artistici, ambientali o quelli strategici in questi casi come prefetture, caserme o comunali”. A dirlo in una nota Sabrina Zuccalà, presidente del laboratorio di nanotecnologie “4ward360 nanotechnology”, che aggiunge: “Naturalmente i nanomateriali riescono solo a fornire una maggiore tutela dei beni rispetto all’utilizzo dei tradizionali prodotti ed in caso sempre di intervento immediato delle squadre antincendio, ma in caso di roghi di vaste dimensioni ogni applicazione non può essere risolutiva. Tuttavia, l’utilizzo di queste tecnologie oltre a mitigare gli effetti dell’ammaloramento, migliora la traspirabilità dei materiali, e potendo intervenire in maniera molto specifica sulla struttura del collagene, ottiene materiali quanto più possibile ignifughi, a seconda delle necessità” .

 


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