di Maria Cattini – Il 12 marzo, tra tanti discorsi di circostanza, frasi di rito, sagra dell’ovvietà, noia e mestizia dei tanti ex presenti, è stato proprio il neo Presidente della Regione Abruzzo, il romano Marco Marsilio, a regalarci l’unica, vera notizia degna di nota della giornata. Marsilio, infatti, a differenza di quanto dichiarato solennemente il 16 dicembre scorso alla stampa nazionale e locale, non si era ancora dimesso da Senatore, carica incompatibile con quella di Presidente di Regione.
“Nell’assumere questo prestigioso incarico – ha dichiarato Marsilio davanti ai suoi assessori, ai consiglieri e alla platea ricca di rappresentanti delle istituzioni civili, religiose e militari- comunico di aver oggi (12 marzo 2019, ndr) depositato presso la Presidenza del Senato della Repubblica, le mie dimissioni dalla carica di senatore. risolvendo così l’incompatibilità prevista dalla Costituzione” (min. -56:41 della diretta disponibile sulla pagina Facebook del Consiglio regionale dell’Abruzzo)”.

Bene Marsilio, bravo, bis! Bis appunto: perché il Presidente Marsilio aveva già annunciato solennemente all’ANSA, già lo scorso 16 dicembre che: “le mie dimissioni da senatore saranno sul tavolo del Presidente Casellati da domani e con qualche mese di anticipo rispetto alle elezioni regionali. Lo faccio perché la scelta di stare qui in Abruzzo, da abruzzese e tra gli abruzzesi, l’ho compiuta in maniera seria e radicale. Noi siamo uomini leali, di onore, di impegno di parola e su questa parola costruiremo il nuovo Abruzzo. Lo costruiremo tutti insieme e sarà un Abruzzo migliore”.

E meno male che è un uomo serio e di parola. La notizia delle non dimissioni, molto più di una innocente gaffe, ovviamente non ha trovato spazio suoi quotidiani locali, curiosamente e in modo del tutto inedito nella storia della Regione Abruzzo, interessati più a santificare nei titoli la probabile futura notizia di Legnini come Presidente della commissione vigilanza che di tutto il resto detto e accaduto lo scorso 12 marzo in Aula, in occasione della seduta di insediamento.

Il fatto che Marsilio sia ancora senatore, oltre che a smascherare la sfacciata bugia detta quattro mesi fa, implica politicamente due cose: primo, che Marsilio, esattamente come D’Alfonso, governerà la Regione protetto dall’immunità parlamentare, cosa sempre ben gradita dai politici; secondo, che per i prossimi quattro, cinque o forse sei mesi, Marsilio avrà una carta molto pesante, da giocarsi in Giunta, quella delle dimissioni. Se le dimissioni da senatore fossero già state presentate quattro mesi fa, infatti, probabilmente una eventuale crisi di Governo della Regione avrebbe comportato un “tutti a casa” anche per il Governatore della Regione, che si sarebbe ritrovato senza più incarichi. Allo stato dei fatti, invece, Marsilio, con il salvagente del posto al Senato ancora in carica, potrà facilmente ricattare i suoi qualora si creassero dei contrasti inconciliabili all’interno della maggioranza, prima ancora che in Consiglio.

Nel comunicato stampa dell’intero discorso di insediamento del Presidente Marsilio pubblicato sul sito della Regione Abruzzo, una mano zelante e accorta si è premunita di cancellare solo ed esclusivamente la parte del discorso riguardante le dimissioni da senatore: riprova che, anche se troppo tardi, qualcuno si deve essere reso conto della clamorosa gaffe, imbarazzante non solo nei confronti della sua stessa maggioranza ma per tutti gli abruzzesi che potrebbero avere l’impressione di essere stati trattati come dei poveri allocchi. “Un Abruzzo migliore”, aveva anche promesso lo scorso dicembre un “uomo di parola” come Marsilio. E se il buongiorno si vede dal mattino, siamo apposto per altri cinque anni.

Commenti

comments