Inaugurazione dell’anno giudiziario: la giustizia remota

avv. Gian Luca Totani

di Redazione | 31 Gennaio 2021 @ 06:46 | LA LEGGE E LA DIFESA
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Le cerimonie di inaugurazione dell’anno giudiziario, a porte praticamente chiuse, sono la rappresentazione plastica di come il sistema si sia comportato in questo ultimo anno.

Magistrati e personale asserragliati nei palazzi, ovvero comodamente seduti davanti ad un computer di casa ,hanno sostanzialmente espulso, con la complicità di un ministro dalle poche idee e ben confuse e l’alibi della pandemia, avvocati e cittadini dai tribunali.

C’è voluta la resistenza dei penalisti per evitare che il processo si trasformasse irreversibilmente in un videogioco; se oggi i processi si celebrano nelle aule, con la partecipazione di tutte le parti, è stato solo grazie alla caparbietà delle Camere Penali che hanno saputo, con tenacia, formulare proposte per una migliore organizzazione e gestione delle udienze.

C’è molto da lavorare ancora.

Finalmente si è capito che per garantire il diritto alla salute, salvaguardando quello ad un giusto processo, occorre svuotare le cancellerie ma garantire che il giudice decida alla presenza di tutti i protagonisti del processo.

Abbiamo perciò davanti una sfida: quella di una corretta informatizzazione del processo penale.

Non senza resistenze si va affermando il principio che la comunicazione in via telematica tra uffici giudiziari ed avvocati debba essere bidirezionale. Vedono finalmente la luce provvedimenti normativi che disciplinano la possibilità, anche per gli avvocati, di depositare atti in formato digitale.

Ma è evidente il ritardo con cui si è messo mano ad un sistema che viaggia ancora su mezzi antiquati, così come innegabile è che il linguaggio del legislatore stenti ad adeguarsi alle moderne esigenze.

La sfida che ci attende è perciò quella di rendere il sistema effettivamente fruibile da tutti gli operatori rendendo possibile non solo il deposito di ogni tipo di atto attraverso i sistemi informatici ma anche l’accesso ai fascicoli, senza doversi recare fisicamente presso gli uffici.

Per raggiungere quella che solo un anno fa sembrava un’utopia c’è bisogno di un governo che comprenda quanto siano fondamentali investimenti in uomini, mezzi e materiali e di un legislatore che abbandoni i bizantinismi e semplifichi le procedure attraverso poche norme chiare e di semplice applicazione.

Le risorse non sembrano mancare; speriamo che non vadano dissipate.


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