In tribunale bisognerà produrre originali e non fotocopie

Sentenza esemplare su notifiche di atti tributari

di Redazione | 06 Marzo 2020 @ 11:20 | LA LEGGE E LA DIFESA
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di Stefano Ioannucci* – Una vicenda riguardante l’Agenzia Entrate Riscossione di L’Aquila ha avuto particolare risonanza presso la stampa specializzata nazionale (Italia Oggi e Sole 24 Ore).

La sentenza della C.T.P. di L’Aquila n. 20, sezione 3°, pronunciata il 18/12/2019, depositata il 15/01/2020, riguarda l’impugnazione di un’intimazione da parte di un contribuente originario della Marsica che conteneva diverse cartelle di pagamento, illo tempore notificate, per un importo complessivo intimato di circa 280 mila euro.

I FATTI

L’Agenzia delle Entrate di L’Aquila si costituisce in giudizio e chiama in causa l’Agenzia Entrate Riscossione, in particolare per dimostrare la ritualità delle notifiche degli atti presupposti all’intimazione, al fine di dichiarare l’inammissibilità dell’azione avviata dal contribuente per evidente tardività della stessa.

Il giudice con propria ordinanza pone a carico del contribuente l’integrazione del contraddittorio per la chiamata in causa dell’Agenzia Riscossione concedendo ad esso un congruo termine. Ma, ed è questo il primo aspetto significativo, il contribuente non ottempera a tale ordine del giudice spiegano con memorie la ragione di tale omissione e cioè: la chiamata in causa del terzo nel processo tributario, disciplinata dall’art. 23 del D. Lgs. n. 546/1992 è consentita solo a condizione che la costituzione in giudizio di parte resistente (nel caso di specie Agenzia Entrate)  avvenga entro 60 giorno dalla data di notifica del ricorso come previsto dalla norma citata. Nel caso in esame tale costituzione era avvenuta dopo qualche giorno rispetto ai sessanta stabiliti dalla norma, e per tale motivo il ricorrente non ha dato seguito a quanto a lui intimato dal giudice.

Sul tema, purtroppo, l’orientamento da parte dei giudici tributari è piuttosto “liberale” consentendo la chiamata in causa del terzo anche successivamente, per il fatto che il termine per la costituzione in giudizio del resistente nel giudizio tributario effettivamente non ha natura perentoria, ma ciò non deve confondersi con la possibilità di “instare” per la chiamate di terzo nel giudizio. Infatti la possibilità della chiamata del terzo nel giudizio presuppone obbligatoriamente una costituzione tempestiva del resistente (l’Ufficio Entrate nel caso di specie) e cioè che la stessa avvenga nei 60 gg. dalla ricezione del ricorso.

I Giudici della Commissione Tributaria  Provinciale di L’Aquila, Sez. 3°, presidente dott.ssa Passannanti Anna, in accoglimento delle motivazioni addotte dal contribuente, hanno fatto pedissequa applicazione del dato normativo superando di fatto un suo stesso ordine (fatto oggettivamente eclatante).

Secondo ed ultimo aspetto degno di nota è che la sentenza in commento statuisce in maniera lapidaria che in tema di notifiche di atti tributari è indispensabile, qualora parte ricorrente disconosca l’autenticità delle relate di notifica prodotte in copia e contestandone, quindi, la conformità agli originali, che chi si vuole avvalere delle predette notifiche produca in giudizio gli originali e non solo mere copie e/o fotocopie; non ottemperare a tale preciso onere l’Ufficio non può che dichiararsi l’annullamento dell’atto impugnato, nonché di tutti gli atti ad esso presupposti, con conseguente accoglimento del ricorso in favore del contribuente.

*Commercialista – Revisore dei Conti

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