In Abruzzo uno dei 50 ristoranti migliori al mondo

di Enrico M. Rosati | 22 Luglio 2022 @ 14:06 | CULTURA
Niko romito
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Tra i 50 migliori ristoranti al mondo secondo la World’s 50 Best l’Italia si guadagna ben sei posizioni, due delle quali nella top 10. Un risultato che parla chiaro, la ristorazione Italiana soprattutto negli ultimi anni ha fatto salti da gigante. Il tricolore era già spiccato più volte in questa classifica, segnando un record nel 2011 e battendo quest’ultimo nel 2022. Infatti, tutti e 6 i ristoratori del Belpaese sono nella top 30. I ristoranti si trovano in Abruzzo, Piemonte, Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige e Marche. 

Niko romito

Niko Romito

Porta in alto la bandiera dell’Abruzzo lo chef Niko Romito, che ha rappresentato la nostra regione anche a Dubai. La storia di Niko è diversa da quella degli chef, infati l’uomo studiò economia all’università considerando la cucina un hobby da coltivare con passione e non un impiego. Tutto cambia quando il padre, che aveva una trattoria, viene a mancare e Niko torna a Rivisondoli pur di poter portare avanti il business di famiglia a fianco della sorella Cristiana. Da allora inizia una scalata del giovane che da completo autodidatta si presenta a qualche corso all’Étoile di Sottomarina e compie stages decisivi al fianco di Valeria Piccini e Salvatore Tassa. La cucina di Romito si contraddistingue dal resto degli chef del mondo in quanto è un connubio tra una forte personalità e una tecnica di cucina sopraffina che valorizza i sapori del territorio nel quale si colloca, portando in tavola piatti della tradizione abruzzesi rivisitati al punto da poter competere ad altissimi livelli. Un talento che non passa inosservato, tanto che si aggiudica in soli 7 anni le 3 stelle Michelin. Tra i piatti dello chef sono famosi l’agnello di razza sopravissana, la capra stufata e il pancotto del Reale, pietanze che esaltano l’enorme attaccamento di Romito al suo territorio e tradizione culinaria. Mangiare al ristorante Reale viene descritto come un viaggio “Da una cucina “figurativa”, impostata sulle specialità tradizionali, all’astrattismo di piatti contaminati dall’avanguardia, con sapori ficcanti, presentazioni icastiche, ingredienti solitari e manipolazioni molto minimal”. Tra i supporter dello chef abruzzese vi è anche il fondatore di Slow Food, Carlo Petrini

 

nico romito

“Il Reale mi ha spiazzato, e mi sorprendo di questo essere così sorpreso e colto in fallo, sprovvisto degli strumenti per una valutazione oggettiva e obiettiva. L’unica certezza che ho, a distanza di sette giorni, è che per leggere un pasto al Reale non bastano le lenti dell’edonismo, per quanto necessarie: bisogna invece tenere in considerazione una capacità diversa e superiore, quella di aprire nel commensale un solco – anzi, direi proprio una problematicità – che provoca il pensiero e la riflessione per giorni, e giorni a venire” così la recensione di Dissapore

 

 


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