In Abruzzo meno ossido di azoto dall’inizio del lock down

di Redazione | 17 Aprile 2020, @03:04 | ATTUALITA'
cielo nuvoloso oggi e domani. Pioggia debole venerdì
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L’AQUILA – “In questo periodo di serrata generale con cui il Paese sta facendo fronte alla diffusione del contagio da Covid-19, le centraline di monitoraggio della qualità dell’aria stanno funzionando regolarmente”.

Ad affermarlo è il direttore di Arta Abruzzo Francesco Chiavaroli che specifica come i “i dati di questo periodo costituiranno evidentemente una sorta di unicum, da cui trarre indicazioni sulle relazioni tra il grado di ‘funzionamento’ delle attività dell’Abruzzo, le pressioni emissive e come queste influiscono sulla qualità dell’aria in questo periodo: informazioni che, ovviamente, potranno essere messe a disposizione di decisori e cittadini. I dati sin qui prodotti dalle centraline, però, hanno già consentito l’elaborazione di un primo documento sullo stato di qualità dell’aria in Abruzzo a seguito dei provvedimenti di chiusura disposti dal governo ed efficaci dallo scorso 10 marzo. Queste indagini riguardano gli andamenti, nel periodo dal primo febbraio al 7 aprile, di tre inquinanti certamente associabili alle attività oggetto di chiusure (biossidi di azoto, PM10 e PM 2,5), esaminando i dati di alcune centraline della rete regionale di monitoraggio, in particolare nelle realtà dei comuni capoluogo”.

“Gli elementi più significativi – sottolinea Chiavaroli – ad oggi riscontrati sull’intera regione sono la riduzione della concentrazione degli ossidi di azoto e l’assenza di ‘crolli’ per i valori di concentrazione di PM10 e PM2,5; è poi ben evidenziato un fenomeno di trasporto di polveri asiatiche che, negli ultimi giorni di marzo, ha interessato l’intero Paese”.

“La serie di dati – commenta il dirigente della Sezione Qualità dell’Aria Sebastiano Bianco – è ancora statisticamente poco significativa per valutazioni approfondite e, al momento, gli andamenti dei particolati mostrano in modo evidente la dipendenza dei livelli di concentrazione dai regimi circolatori.

“Infine – conclude il direttore generale Francesco Chiavaroli – l’Arta resta ben presente attraverso le sue indispensabili attività di monitoraggio ambientale: sulla matrice aria, in particolare, siamo in costante relazione con le altre Agenzie ambientali per porre le basi di studi sulle relazioni tra qualità dell’aria ambiente e incidenza epidemiologica del Covid-19. Si tratta ovviamente di studi che richiederanno tempi congrui ma ai quali non ci sottraiamo consapevoli dell’importanza di queste attività”.


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