L’AQUILA – A Campomizzi, nelle palazzine che, nel dopo sisma, hanno ospitato oltre trecento studenti universitari, una mensa e una sala studio, sono finalmente comparsi i cartelli “zona militare”. Segnalano l’avvenuta riconsegna dell’area all’esercito, dopo un anno in cui non si sa bene chi l’abbia gestita e per quale scopo.
L’ex studentato, voluto fortemente dall’allora prefetto Franco Gabrielli, sembra ormai una pagina chiusa, salvo clamorosi sviluppi: lo scorso luglio era trapelata la voce che i corsi di Economia sarebbero potuti finire a Campomizzi. Economia oggi si trova a Colle Sapone, ma dovrà traslocare entro fine anno. Nell’area, infatti, nei prossimi mesi sorgerà la cittadella della giustizia minorile con la riapertura in città dell’Istituto penale minorile. I traslochi, in realtà, sarebbero già cominciati, nel silenzio generale e senza che nessuno sappia dove finirà Economia. A chiedere lumi, senza risposta, era stata l’Unione degli Universitari nei giorni scorsi.
Sempre l’Udu ha commentato la graduatoria degli assegnatari per il posto letto presso lo studentato “Il Moro” di Cansatessa, la struttura dell’Ater gestita dall’Adsu per sostituire Campomizzi. Appena 100 i posti letto su oltre 312 richiedenti, numeri resi noti dalla stessa azienda. “Oggi – spiega l’associazione studentesca – abbiamo un’ulteriore conferma della totale inadeguatezza della struttura: mentre la ex residenza Campomizzi, che era collocata in una posizione strategica ed era provvista di mensa, poteva ospitare circa 360 studenti, lo studentato “Il Moro” ha una capienza complessiva di soli 100 posti letto. Questa vergognosa situazione non si sarebbe presentata se le forze politiche della città e dell’università si fossero espresse per cercare di rimanere all’interno della struttura: oggi Campomizzi è vuota, la seconda palazzina di Ater (di cui l’ADSU avrebbe potuto usufruire) è vuota, i 600 posti letto del Collegio di merito Ferrante D’Aragona sono bloccati dopo anni di promesse, mentre 211 studenti non hanno una stanza”.
Del Collegio di Merito ormai non si sa più nulla, e almeno all’apertura dell’anno accademico ci si aspettava qualche notizia per informare la città sullo stato del progetto. Un progetto partito male, con i conti iniziali – è trapelato nei corridoi – totalmente sballati, eppure approvato quasi all’unanimità e in fretta dal consiglio comunale, finanziato quindi con fondi Restart per oltre 4 milioni.
Sono 150 gli appartamenti del Comune dell’Aquila messi a disposizione del progetto, per un valore complessivo di circa 40 milioni di euro. Giacciono inutilizzati. Nessuno ne ha mai chiesto conto, nemmeno il consiglio comunale o le commissioni che a vario titolo dovrebbero occuparsi del patrimonio comunale, delle politiche sociali o della vigilanza sull’attuazione delle delibere del consiglio.
Il Comune dell’Aquila, che è diventato recentemente il soggetto attuatore al posto dell’Università dell’Aquila, sta lavorando per attrezzarne una sessantina, ma è ancora tutto in divenire e vanno trovate anche le coperture per dare un futuro al progetto.
Oltre trecento domande per una palazzina in periferia, mal collegata dal trasporto pubblico come ammesso dallo stesso commissario dell’Adsu, Paolo Costanzi, sono la spia di un fabbisogno ancora più grande.
Dopo la burrascosa stagione in cui l’Adsu, ad ogni critica o appunto, si è cinta dietro una goffa propaganda, Costanzi sta cercando di normalizzare i rapporti e riaprire il dialogo con la città: “Il numero delle domande pervenute, oltre il triplo rispetto alle nostre disponibilità, conferma l’urgenza per l’Adsu di dotarsi di ulteriori posti letto, da riservare agli studenti meritevoli e che hanno diritto, in relazione alla loro condizione economica. Tale consapevolezza mi spinge a dare impulso all’istruttoria tecnica che porterà all’abbattimento della ex scuola media Carducci, in viale Duca degli Abruzzi, a poca distanza dal polo umanistico dell’Università, oramai di proprietà dell’azienda, e per la successiva costruzione, appunto, di una nuova Casa dello studente, che possa garantire almeno 200 posti letto”.
Inoltre, prosegue Costanzi, “mi sono attivato con l’assessore regionale all’istruzione Roberto Santangelo per valutare idonee soluzioni volte ad incrementare il trasporto pubblico a servizio del complesso il Moro, criticità, quest’ultima, evidenziata dalle organizzazioni degli studenti”.







