‘Il Vangelo secondo Silone’

Presentazione dell’ultima opera letteraria di Mons. Giuseppe Molinari

di Cinzia Scopano | 27 Giugno 2022 @ 06:14 | CULTURA
Vangelo secondo Silone
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L’Aquila. ‘Il Vangelo secondo Silone’, è il titolo della nuova fatica letteraria di Mons. Giuseppe Molinari, Arcivescovo emerito di L’Aquila, che ‘riaccende una luce nuova sulla figura e l’opera di Silone, che compare tra i grandi dimenticati della storia della letteratura contemporanea, assente dai programmi scolastici, o nel migliore dei casi, ricordato frettolosamente dalla manualistica accademica’.

Nell’Auditorium Benedetto XVI, dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose di L’Aquila, il 28 giugno 2022, alle ore 18:00, avrà luogo la presentazione del volume di Monsignor Molinari, ricco di suggestioni e di spunti, che potrà suscitare nei lettori di Silone ‘tremori e domande vertiginose’, che sarà moderato dal Direttore dell’ISSR, Don Daniele Pinton e che vedrà la presenza con una parola di saluto, il Card. Giuseppe Petrocchi, Arcivescovo Metropolita di L’Aquila e Pierluigi Biondi, Sindaco di L’Aquila.

L’evento, trasmesso in diretta su LAQTV (canale 12), a cui sarà presente anche l’autore dell’opera, Mons. Giuseppe Molinari, Arcivescovo Emerito di L’Aquila, vedrà il significativo intervento della prof.ssa Santa Casciani, docente alla John Carroll UniversityCleveland in Ohio e di Don Luigi Maria Epicoco, docente Stabile ISSR ‘Fides et Ratio’ di L’Aquila e Assistente Ecclesiastico del Dicastero vaticano per la comunicazione.

‘Questo lavoro letterario di mons. Molinari, è frutto della sua passione per Ignazio Silone, che più di tanti altri, ha lottato per la giustizia, la verità e la libertà. L’attenzione di questo scrittore abruzzese, è rivolta soprattutto ai più poveri e agli ultimi della terra, di tutti i tempi e di tutti i continenti. Un messaggio attualissimo che Papa Francesco ripete a tutti con vigore e con la forza della fede e della speranza cristiana’.

Di difficile incasellamento in vita, di non semplice risoluzione in morte, l’opera di Silone resta un asteroide luminoso del tempo tormentato dello scorso Novecento, ma che oggi più che mai attende di essere tratto dalle penombre in cui ancora versa, specie in ambito italiano, stante la portata salvifica e profetica del suo messaggio.

Dalle pagine di mons. Molinari, si evidenzia come Silone restò fedele al paradosso, mai con- traddittorio, che fu il viatico della sua vita di uomo e di scrittore: “Sono un socialista senza partito. Sono un credente senza Chiesa.”

‘Anche qui l’Autore con pregevole rigore critico e fontale, ripercorre l’iter genetico di questa criticità nei confronti della Chiesa, una diffidenza che affondava di certo le radici nelle opposizioni che il clero abruzzese esercitava già negli anni antichi di Silone, contro le Leghe dei contadini, per evitare pericolose prese di coscienza degli ultimi, dei dannati della terra, circa le reali condizioni dello sfruttamento a cui essi erano sottoposti, dalle famiglie latifondiarie del Fucino’.

Dalla lettura del volume che verrà presentato tra pochi giorni, è intessante rilevare, anche in vista del grande evento storico che vivrà la città di L’Aquila, con la visita apostolica di papa Francesco, che per la prima volta nella storia vedrà un papa ad aprirà la Porta Santa di Collemaggio, come ‘nella commistione secolare tra potere temporale e potere spirituale, Silone coglie la frattura, l’estraneità, il tradimento, tra il Vangelo che è Cristo stesso, che entra nella storia umana per rivoluzionarla, e la Chiesa che lo strumentalizza e lo contraddice. La dialettica di questo nodo già cruciale in Dante, pare emblematica in un altro grande capolavoro siloniano, quello finale, che è L’avventura di un povero cristiano. Lì due uomini, uno del Vangelo e l’altro del potere, si pongono a confronto: la figura dell’amato Celestino V, papa che per fedeltà allo spirito del Vangelo, rifiutò il suo incarico, in nome dell’amore e del servizio, sta dinnanzi all’altro papa che invece per amore del potere terreno, fece un’abiura ben peggiore, perché ricusò il potere dell’amore di Cristo: Bonifacio VIII. Pietro da Morrone e Benedetto Caetani. Le pagine di questo testo sono colme di quella sorta di bipolarità drammatica di cui Silone stesso ci parla a proposito della Chiesa, allo stesso tempo concordataria ed escatologica, storicizzata e profetica’.


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