Il tempo che scorre e la comparsa delle rughe: i consigli di Carlo Di Stanislao

di Giovanni Chilante | 21 Maggio 2024 @ 05:00 | SALUTE E ALIMENTAZIONE
rughe
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“Non finirà, non morirà quella ruga sul tuo viso un po’ di più mi legherà…un amore non è ucciso, un amore vivrà…” Prendo in prestito qualche passaggio di una bellissima canzone di Enrico Ruggeri, Non finirà, per introdurre un argomento correlato al “tempo che scorre”, che certamente ha una sua particolarità.

Viviamo in una società sempre più proiettata verso una dimensione di perfezione, di bellezza e di quel senso dell’apparire che sembra essere essenziale nel contesto della vita di oggi. Nella “società dell’immagine”, siamo bombardati da un numero importante di informazioni sul benessere, sulla salute, sullo stare in forma, su come prevenire questa o quella malattia ed il mondo dell’estetica è certamente collegato perché accompagna la nostra esistenza con veri e propri consigli per una vita sana e migliore.

Il mondo della scienza e della medicina negli ultimi decenni hanno certamente aiutato in questo percorso di conoscenza, oggi c’è indubbiamente più consapevolezza e più attenzione su tanti argomenti. Basti pensare all’importanza della prevenzione e dunque ad una maggiore attenzione sulla nostra salute. Ma il tempo che scorre è qualcosa che non possiamo fermare e con esso alcuni cosiddetti “segni del tempo”.

In questo caso purtroppo non ci sono strumenti per fermare l’orologio e provare a tornare indietro…ma ad ogni modo sono previsti consigli, conoscenze ed un’attenta selezione per quanto riguarda il mondo delle informazioni. È necessario cioè saper distinguere e cogliere le indicazioni giuste all’interno di una vera e propria marea di suggerimenti commerciali che spesso contribuiscono ad aumentare le indecisioni e le relative confusioni su una materia che in realtà non si conosce sufficientemente. Tornando al tempo che scorre, un segnale inequivocabile è la cosiddetta ruga, cioè quel lineamento irregolare che compare “dopo un po’ di anni” sul nostro viso e che spesso è causa di piccole crisi esistenziali o di allarmi a volte anche ingiustificati. Oggi proviamo a parlarne con il dermatologo Carlo Di Stanislao che, come di consueto, offre ai nostri lettori alcune indicazioni utili su tanti argomenti. Se è vero che il tempo non si può fermare…proviamo a capire se è possibile contenerne l’avanzata!

Dott. Di Stanislao come di manifestano le rughe?

Indipendentemente dalla tipologia, le rughe sono tutte accomunate dalla degenerazione, se non dalla perdita, di fibre elastiche e collagene presenti nella matrice intercellulare della nostra pelle.  Da un punto di vista clinico, tale degenerazione può avere diverse origini in base al tipo di invecchiamento che l’ha provocata:

  • invecchiamento cronologico, dovuto a fattori genetici e metabolici (attraverso la produzione di radicali liberi), correlati a modificazioni ormonali che compaiono col passare degli anni e che portano a una progressiva atrofia delle strutture cutanee e di sostegno.
  • Invecchiamento ambientale, determinato, prevalentemente, dalla esposizione ai raggi solari (foto invecchiamento) e da altri fattori ambientali come inquinamento, fumo, alcool e agenti chimici in generale.

Che cosa fare?

Per il primo tipo di invecchiamento le strategie di intervento puntano ad una corretta alimentazione e ad uno stile di vita più regolare. Per il secondo tipo di invecchiamento l’unica vera prevenzione è la limitazione dell’esposizione al sole, oltre a tutti gli agenti di cui è nota la capacità di accelerare i processi degenerativi (fumo e alcool in primis). Detto questo però è giusto anche dire che il sole non va bandito né tantomeno demonizzato! Esso rappresenta l’unica fonte per la produzione di vitamina D3, fondamentale in particolare modo per le donne sopra i 50 anni.

E per quando riguarda le cure?

Non essendo tutte uguali l’approccio varia in base alla tipologia di ruga da trattare.

Volendo classificarle possiamo parlare di:

  • rughe d’espressione dovute a continui movimenti della mimica facciale;
  • rughe da lassità cutanee, derivanti dal cedimento delle strutture di sostegno degli strati più profondi della pelle. Tipici sono i cedimenti tessutali ai lati delle guance in seguito a forti dimagrimenti;
  • rughe attiniche, piccole rughe della tramatura cutanea provocate dall’azione nociva di agenti esterni (principalmente il sole).

L’accortezza, in ogni età e in ogni fototipo, è quella di mascherare la pelle attraverso l’applicazione di creme ad elevato fattore di protezione che non limitano la produzione di vitamina D3 ma proteggono dai danni solari.

Per le rughe di espressione, la prassi di utilizzare la tossina botulinica consente, paralizzando parzialmente i muscoli della mimica facciale, di distendere i tratti del viso facendo venir meno le forze di trazione che corrugano il viso e generano le rughe. L’acido ialuronico è uno dei componenti fondamentali dei tessuti connettivi dell’uomo e degli altri mammiferi e conferisce alla pelle particolari proprietà di resistenza e mantenimento della forma grazie alla sua caratteristica di trattenere le molecole d’acqua. Le rughe attiniche e le rughe profonde possono trovare beneficio con tecniche laser sia ablative che non ablative. Le prime sono tecniche che, attraverso una dermoabrasione profonda, arrivano allo strato papillare del derma. La crescita cellullare che ne consegue genera una pelle più rosea compatta e priva di rughe. Le tecniche laser ablative possono essere più o meno invasive in base al grado di profondità di azione scelto dal medico. Diversamente le tecniche non ablative non generano dermoabrasione ma producono comunque un aumento della temperatura dermica tale da stimolare la formazione di nuovo collagene. In questo caso i tempi di recupero e il ritorno al sociale sono immediati. Le stesse rughe attiniche e le lassità cutanee trovano indicazione nei trattamenti a radiofrequenza. Il concetto su cui si basa tale metodica è la trasmissione di calore ai tessuti mediante un manipolo collegato ad un apparecchio elettromedicale che genera correnti elettromagnetiche. La cessione di calore va dai 2 mm sino a 4-5 cm di profondità, regolabile in base alla zona del corpo da trattare. Questo calore trasmesso provoca la contrazione delle fibre collegene (per un processo di denaturazione e di rimodellamento, con conseguente produzione di neo-collagene). Il risultato sarà un “effetto lifting” sulle zone trattate per compattamento della cute ed attenuazione/scomparsa di rughe, lassità cutanea e smagliature.

Passiamo all’ invecchiamento cutaneo più in generale. Macchie, lassità della pelle, criticità nello spessore e nella luminosità. Cosa si può fare?

Tutti i trattamenti che cercano di lavorare sulla “prevenzione” sono degli ottimi alleati nel contrastare i segni del tempo che avanzano. Fra questi, ad esempio, in Medlight si effettuano: i trattamenti di peeling superficiale per stimolare il turnover cellulare, velocizzando la normale esfoliazione dello strato corneo. Oppure i peeling profondi che, invece, creano un’esfoliazione importante a livello dell’epidermide e del derma, per favorire la produzione di glicosamminoglicani e nuove fibre collagene per un buon risultato anti-aging.

Inoltre, preziosissima per prevenire e contrastare l’invecchiamento cutaneo c’è sicuramente anche la BIORIVITALIZZAZIONE, che attraverso micro-infiltrazioni produce nel derma effetti ristrutturanti, favorendo il turnover cellulare e aumentando la produzione di:

  • collagene,
  • elastina,
  • acido ialuronico,

con effetti antiossidanti ed idratanti.

Meglio acido ialuronico o botox?

La differenza fra botox e filler sta di fatto nell’interferenza del botox direttamente sui muscoli mimici del volto, al contrario dell’acido ialuronico che è il filler più comunemente utilizzato.

L’acido ialuronico viene iniettato attraverso siringhe sterili e monouso con appositi aghi sottilissimi o micro-cannule, senza interferire appunto sulla mobilità mimica e sull’espressione del volto. Ogni singola seduta ha una durata di 15-30 minuti e viene eseguita a livello ambulatoriale.

La tossina botulinica è invece una proteina utilizzata in medicina estetica per ottenere una distensione della muscolatura mimica, con conseguente attenuazione delle rughe e dei segni d’espressione. La tossina botulinica, a dispetto del nome “tossina”, è un prodotto assolutamente affidabile e molto conosciuto in campo medico, dove viene usato da tempo in oculistica per curare i casi di strabismo o blefarospasmo. Anche in questo caso il trattamento consiste nell’iniezione di tossina botulinica attraverso un ago sottilissimo in specifici punti in corrispondenza dei singoli muscoli mimici responsabili della formazione di rughe e solchi sul volto e dura max 15-20 minuti. In entrambe i casi, al termine delle sedute, il paziente può riprendere immediatamente le normali attività.


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