Il silenzio post lockdown, in Abruzzo i non udenti tornano nel dimenticatoio

di Cristina D'Armi | 04 Settembre 2020 @ 06:09 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Dopo i primi segni di integrazione durante la pandemia covid-19, quale la partecipazione di interpreti della Lingua Italiana dei segni (LIS) nelle conferenze di Conte e della Protezione Civile, il mondo dei non udenti torna nel dimenticatoio.

Sembrava si intravedesse un barlume di luce per il riconoscimento della lingua dei segni ma, finita la quarantena, l’integrazione di questa minoranza è già passata in secondo piano. Eh già, questo perché l’Italia è uno dei pochi paesi che non riconosce la lingua dei segni come lingua ufficiale.

La pandemia del Coronavirus ha messo in evidenza la problematica principale dei non udenti: la comunicazione. Il governo ha tentato di attenuare questa difficoltà incrementando le figure degli interpreti negli aggiornamenti quotidiani, così come hanno fatto le amministrazioni regionali. Anche il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi si è munito di un’interprete LIS ma, finita la fase clou dell’emergenza, dove sono finiti gli assistenti alla comunicazione non verbale? Durante la Perdonanza Celestiniana, ad esempio, il comune ha precisato la presenza di un interprete solo durante i saluti istituzionali, la lettura della bolla e per  la Bianchetti nella prima serata. Come se i sordi fossero impossibilitati a recepire, solo alcune cose. La sordità, invece, è un problema permanente che riguarda tutti gli aspetti della vita quotidiana e limita la comunicazione, e di conseguenza l’integrazione, di queste persone spesso categorizzate come “disabili”.

La mascherina come mezzo di protezione, ha creato non pochi problemi per i non udenti. Coprire le labbra è stato come eliminare uno sei sensi di percezione dei sordi che comunicano anche attraverso la lettura del labiale e delle espressioni facciali. A risolvere questo problema ci ha pensato Ashley Lawrence, una giovane studentessa ventunenne del Kentucky che studia per diventare assistente alla comunicazione delle persone sorde alla Eastern Kentucky University, USA. Durante il lockdown, Ashley  ha iniziato a ragionare su come fosse possibile, per le persone sorde, proteggere se stessi ma allo stesso tempo non rinunciare alla possibilità di leggere le labbra della persona con cui stanno interagendo. Da qui, l’idea e di realizzare una mascherina a misura “di sordo”: con l’aiuto della mamma, Ashely ha cucito un dispositivo di protezione in stoffa con una parte in plastica trasparente proprio davanti alla bocca, in modo da poter leggere il labiale.

Con l’arrivo dell’estate è emersa un ulteriore problematica: la traduzione delle guide turistiche. Facendo qualche ricerca sulla guide in LIS nella regione Abruzzo, si trova poco e niente. In Veneto, invece, il gruppo Go Guide ha organizzato dei tour a Venezia per non udenti con tanto di interprete. “Ci impegniamo a favore di un turismo consapevole e sostenibile, nel segno dell’accessibilità e dell’inclusività”, spiegano gli organizzatori.

A livello regionale, infatti, la situazione sembra migliore nelle zone del nord. In Veneto, Piemonte e Lombardia, ad esempio, sono stati disposti dei piani per favorire l’integrazione di queste persone. Seppure lontani dai livelli di “cultura sorda” delle università americane, non mancano negli atenei italiani corsi da interpreti e di alfabetizzazione LIS.  Nella nostra regione, questo percorso è stato intrapreso solo nell’Università degli studi di  Teramo, dove è stato anche istituto un Centro Interateneo di Orientamento, Ricerca, Alta Formazione e Inclusione Sociale (CORiFISI) in materia di Lingua dei segni (LIS), sordità e del vasto spettro di comunicopatie, dalla sindrome di Down all’autismo.

Il mondo dei non udenti combatte tutti giorni per rivendicare i propri diritti in un paese che gli nega integrazione, comunicazione ed occupazione. In attesa che del riconoscimento nazionale, le Regioni, in autonomia, potrebbero cominciare un discorso di integrazione a 360°, soprattutto in una terra come l’Abruzzo caratterizzata dallo spirito di solidarietà ed inclusione.


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