Il servizio del trasporto pubblico a cosa serve? La riflessione di una lettrice

di Brunella Lionetti 

di Redazione | 07 Luglio 2024 @ 05:15 | RACCONTANDO
servizio del trasporto pubblico
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“Da molti anni mi sono trasferita da Milano a Vallinsù, un piccolo borgo vicino a Scoppito. Ho sempre viaggiato con la Tua, visto che ho scelto di non avere una macchina. Mi sono adeguata alle poche corse extra-urbane che collegano il paese alla città di L’Aquila, dimenticando cosa significa muoversi con facilità con i mezzi pubblici, come ero abituata”, così inizia una nota arrivata alla nostra redazione da una nostra lettrice.

“Da qualche anno però, passo diversi mesi in un altro paese, vicino a Pesaro; anche qui il servizio extraurbano è molto efficiente: ogni mezz’ora ci sono ben due corse che attraversano la via dove abito! E con un prezzo minore di quello che pago ora con la Tua: 2,40 euro (aumentato all’improvviso di ben 50 centesimi!)

Ritornando qui, ho trovato da un po’ di tempo un cambiamento nelle fermate che attraversano la città: non so a chi attribuire la brillante idea partita dal comune aquilano di sopprimerne diverse, essenziali per muoversi bene in alcune zone urbane, creando non poco disagio a chi viaggia in autobus!

Praticamente, se non scendo all’Amiternum, la prima fermata è prima della curva della Croce Rossa, e la successiva al Cimitero, prima del capolinea al Terminal! Tutte le altre fermate non ci sono più.

Questo costringe i viaggiatori a camminare per tutto il tragitto nel mezzo: ossia, se ho bisogno di andare alla Galleria Commerciale, S.Barbara, Stazione, via XX Settembre e altri luoghi lontani dalle fermate rimaste;  nonostante abbia pagato il prezzo pieno del biglietto, il servizio non c’è!

In teoria, la soluzione pensata dal genio che ha ideato il progetto, sarebbe una navetta che parte ogni 20m. dall’Amiternum! Naturalmente non collegata con gli orari del bus in arrivo da fuori; così oltre ai quasi 50m. di viaggio per arrivare in città, magari devo aspettarne altri 20 per una fermata o due! A dire il vero, non l’ho mai presa, perché a questo punto preferisco camminare, quindi non so neanche se bisogna fare anche il biglietto! Il problema più grande però è che spesso tornando a casa, avendo fatto della spesa devo anche portarmi i pesi per tutto quel tragitto. Naturalmente ciò che dico in forma personale riguarda tutte le persone che viaggiano su questa linea o altre (comprese quelle che arrivano da lontano, come Roma e Pescara!) e in particolare le persone più anziane che conosco, e che hanno rinunciato ad andare in diversi luoghi perchè ci si mette troppo tempo o troppo faticoso. Considerando anche la morfologia della città, nel suo saliscendi montano! E quindi borse, valigie o altro, non sono certo consigliabili.

Per concludere, due domande: il servizio del trasporto pubblico a cosa serve?

A venire incontro al bisogno dei cittadini che frequentano la città oppure agli interessi particolari di chi lo progetta, che probabilmente ignora del tutto cosa significhi viaggiare in autobus?

Ho scritto una lettera sia a Vincenzo Tarquini e al protocollo del comune, sia alla Tua per fare presente questo problema, chiedendo di riattivare almeno le tre fermate principali, ma nessuno ha risposto!

Una richiesta molto semplice, anche perché così funzionava da sempre, e andava bene per tutti!

Ora ho pensato di scrivere a voi. Non so se servirà a qualcosa, ma credo che se nessuno denuncia le assurdità che spesso i dirigenti (moltiplicate nei vari ministeri italiani) mettono in atto, tutti noi semplici cittadini, per nulla considerati vivremo sempre peggio!”


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