Il racconto dei Totani, con uno sguardo alla prossima edizione della Dakar

di Alessio Ludovici | 20 Gennaio 2022 @ 12:45 | SPORT
racconto dei Totani
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L’AQUILA – Emozionati e soddisfatti e sempre con quell’aria sbarazzina, i fratelli Tito e Silvio Totani hanno raccontato stamattina la loro avventura alla Dakar, dieci anni dalla loro ultima partecipazione alla Dakar. Hanno ripercorsi i momenti salienti della celebre gara automobilistica, le difficoltà incontrate. Ad accompagnarli nel racconto l’assessore allo Sport, Guido Liris e il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi. 

“Prima di partire lo consideri un sogno, quando sei lì dici ‘chi me lo ha fatto fare!’, quando finisce credi di essere sulla luna e quando torni già ti manca e non vedi l’ora di tornare” hanno spiegato. “Sono passati dieci anni dalla volta precedente ma abbiamo vissuto altrettante emozioni”, ha detto Silvio, “stavolta le cose sono state più complicate ma la costanza e la pazienza ci hanno consentito di portare a casa un ottimo risultato”.

Ma qualcosa già bolle in pentola e i Totani sono pronti a tornare alla Dakar nel 2023, dopo lo straordinario successo dell’edizione che si è conclusa il 14 gennaio scorso in Arabia Saudita, che li ha visti primi tra gli equipaggi italiani e primi tra le auto a ponti rigidi, 60esimi nella classifica generale.

Soddisfatto anche l’assessore regionale allo Sport Guido Liris che crede molto negli eventi sportivi come mezzo di promozione della Regione Abruzzo: “Abbiamo portato l’Abruzzo nel mondo, grazie allo stemma bianco, verde e blu sulla carrozzeria della vettura”, ha detto Liris. “Tanti abruzzesi e tanti aquilani hanno seguito giorno per giorno un’avventura straordinaria che ha fatto stare con il fiato sospeso un’intera comunità”.

“La Dakar – ha spiegato invece il Sindaco Biondi – è una delle ultime immagini romantiche rimaste dell’epopea dello sport, come le maratone in cui i podisti arrivavano piegati in due dalla fatica o le tappe dolomitiche che si vedevano una volta coi ciclisti stremati all’arrivo. Per quanto ci serva un po’ di lucida follia per affrontare una prova del genere, partecipare alla Dakar non è un colpo di testa. Serve molta strategia, tanto coraggio e tantissima disciplina”.


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