Il punto sul Crazy Pizza di Briatore

di Enrico M. Rosati | 21 Giugno 2022 @ 06:00 | Pillole social (di tutto di più)
Briatore
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Un connubio, quello tra Flavio Briatore e gli ideali di Slow Food che nessuno si sarebbe mai aspettato di vedere, eppure, con il suo ultimo video su Crazy Pizza l’uomo ha centrato a pieno, in modo polemico, uno dei messaggi che l’associazione porta avanti da molti anni. La descrizione del video pubblicato su Instagram dell’imprenditore è la seguente. 

Crazy Pizza cara ??
Ma mi domando: Le Pizze a 4 euro, che ingredienti hanno?

E’ fuori discussione che i prezzi di Crazy Pizza siano per pochi, infatti una margherita a 15 euro fa una sana competizione a quella dello chef Carlo Cracco, che è ora a quota 22. Al contempo, chiedersi come possano fare dei ristoranti a servire piatti che affermano essere di primissima scelta a prezzi molto bassi è lecito, infatti questa domanda è alla base della critica fatta da Slow Food ai Fast Food; come è possibile che un piatto composto da carne e formaggio a km.0 e pane del forno possa costare qualcosa come due euro? 

Un ragionamento corretto, infatti il modo in cui ci cibiamo influenza completamente come ci sentiamo per il resto della giornata, il modo in cui dormiamo ed il nostro umore, di conseguenza porsi degli interrogativi nella scelta del ristorante è moralmente necessario. Inoltre, il menù è una delle prime cose che dovrebbe stimolare una riflessione, è fuori discussione che un piatto dal prezzo alto debba per forza contenere ingredienti di alta qualità, anzi spesso i prezzi sono incrementati in modo ingiustificato rispetto al costo degli ingredienti. Al contempo, chiedersi e chiedere come sia possibile che ci siano dei prodotti di primissima qualità a 3/4 euro è doveroso, e rivolgere questa domanda anche a camerieri o titolare può portare anche ad una maggiore consapevolezza di ciò che si mangia, magari scoprendo che il ristorante ha degli allevamenti propri. 

Riportando il discorso sul prezzo, l’imprenditore si è lanciato in una lunga difesa della sua pizza: “Il Pata Negra costa 300 euro al kg, il San Daniele 35/36 euro al kg, i pelati 4 euro al kg, il Gran Biscotto 30/35 euro al kg, la mozzarella di bufala 15 euro al kg. La nostra farina costa più di 1 euro e 50 al kg, inoltre la Crazy Pizza non ha lievito, o pochissimo, e di conseguenza non fermenta. Il ragionamento di base è che noi continuiamo a dare un prodotto di altissima qualità a moltissimi clienti”. Di conseguenza, pagando prodotti in modo così caro, per Briatore è corretto mettere una pizza con il Pata Negra a 65 euro. 

Nonostante il messaggio dell’imprenditore Briatore abbia, come detto sopra, delle nozioni valide, il modo in cui viene espresso ha causato una fortissima reazione da parte degli ascoltatori e la frase con cui conclude il video diventa meme nell’arco di quindici minuti. A meno che non si sia Elon Musk, finire un qualsiasi ragionamento su un qualsiasi tema con  “Io sono un genio e voi non lo siete: questa è la differenza” non può portare ad una buona pubblicità. Eppure, l’imprenditore nel video parla anche di questo: il succo infatti è che critica i propri ‘haters’ per fargli pubblicità gratis, condividendo allo sfinire i propri video pur di pubblicarlo ma finendo al contempo per incrementare l’audience al quale i suoi video si rivolgono. Idea che porta alla mente moltissimi aforismi simili, come “non c’è migliore pubblicità della cattiva pubblicità” di Andy Warhol

Il video viene visto come una critica implicita a chi mette la pizza a 4/5 euro, quale non sembra per forza essere, infatti lo stesso imprenditore nel parlare dei suoi competitors afferma di aver visto moltissimi video di gente che affermava di mettere la pizza a quella somma “e poi ti danno un mattone con il laghetto di pomodoro dentro”. Un punto ovviamente arduo da concludere, quello sull’imprenditore, che pone un quesito calcando la linea tratta da Slow Food e si lancia in un’ardua sentenza di chi, sui social, prova a scalfirlo. 


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