Il percorso a ostacoli di un’azienda per avere il finanziamento garantito dallo Stato

di Redazione | 22 Aprile 2020 @ 15:33 | ATTUALITA'
indennità
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L’AQUILA – Invio alla propria banca della documentazione necessaria, la banca risponde indicando i documenti necessari per accendere il mutuo, si tratta di 12 adempimenti che a loro volta implicano almeno altre 7 documentazioni aggiuntive. Un labirinto di carte che include la copia degli ultimi due bilanci completi di nota integrativa, verbale di approvazione, ricevuta di deposito e dettaglio delle voci “crediti” e “debiti” commerciali e diversi, bilancio provvisorio al 31 dicembre 2019 sotto forma di stato patrimoniale e conto economico.

E ancora, Durf (che documenta i contratti di appalto), Durc (Documento unico di regolarità contributiva) e DM10 (modello compilato dal datore di lavoro per denunciare all’Inps le retribuzioni mensili dei dipendenti), la situazione aggiornata degli affidamenti in essere con altri istituti creditizi, completa di piani di ammortamento e indicazione di eventuali moratorie già concesse, il dettaglio dei debiti tributari e documentazione attestante e eventuale concessione da parte dell’Erario di moratorie e rateizzazioni.

È solo una parte del percorso a ostacoli che è costretta a percorrere un’azienda per richiedere il finanziamento coperto dal Fondo di garanzia, raccontato sul Corriere della Sera.

Con il decreto Cura Italia il governo ha previsto la possibilità di chiedere un prestito garantito dallo Stato fino a 25mila euro: doveva essere un meccanismo semplificato, anche in virtù della stessa garanzia statale, ma purtroppo si sta rivelando un tipico ginepraio di burocrazia.

Il Corriere racconta la storia di un’impresa del centro Italia grazie allo scambio di mail con l’istituto di credito relativo alla richiesta di un finanziamento di 15 mila euro da parte di una Srl.

All’azienda la banca chiede anche un’altra serie di adempimenti: si comincia dalla “liquidità disponibile” ovvero cassa e importo fidi non totalmente utilizzati (anche presso altri istituti), comunicazione dei ricavi ripartiti su base mensile aprile-dicembre 2020, relativi a fatture emesse prima dell’interruzione attività e altro ancora.


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