Il Passo Possibile, sulle vertenze occupazionali e la crescente esigenza di tutela e sviluppo del lavoro

di Redazione | 23 Luglio 2021 @ 16:31 | POLITICA
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L’AQUILA – Negli ultimi anni il mondo del lavoro ha subito grandi trasformazioni e l’impatto della pandemia è stato molto forte, mettendo in discussione le nostre abitudini e amplificando le tensioni latenti che erano già presenti nella nostra società, in particolare sul futuro occupazionale e la relativa tutela dei diritti dei lavoratori.

Il prezzo pagato per la crisi è davvero troppo alto: sono cambiate le condizioni nelle fabbriche e negli uffici, l’occupazione è diventata più precaria laddove gli adulti, i più con famiglie a carico, perdono dall’oggi al domani, il proprio lavoro ed i giovani hanno grandi difficoltà a trovarne uno che possa consentire di realizzare i loro progetti di vita.dichiarano in una nota i Consiglieri comunali de ”Il Passo Possibile” Elia Serpetti, Emanuela Iorio, Antonio Nardantonio e Americo Di Benedetto e il Presidente dell’Associazione civico-politica Fabrizio Non sembra essere risparmiato il nostro comprensorio in cui, ormai da troppo tempo, parti importanti del tessuto produttivo sono interessate da un declino che solleva preoccupanti interrogativi sul futuro più prossimo, specie se le diverse vertenze pendenti cui si riferiscono continueranno a rimanere irrisolte.

Così dichiarano in una nota i Consilgieri comunali del “Il Passo Possibile” Elia Serpetti, Emanuela Iorio, Antonio Nardantonio e Americo Di Benedetto e il Presidente dell’Associazione civico-politica Fabrizio Ciccarelli.

Pensiamo alle vicende di criticità dei servizi dei call-center degli ultimi tempi in varie sedi cittadine, tra cui il Customer 2 Care e la ex Ecare di Monticchio, e, più recentemente, il problema dell’internalizzazione relativo al Contact-center dell’Inps gestito da Comdata, i cui lavoratori vedono le loro posizioni a rischio a causa della paventata disapplicazione della clausola sociale (prevista dall’art. 1, comma 10, della legge n. 11/2016) e, quindi, il ricorso a nuove selezione pubbliche.

Tra l’altro, anche la clausola sociale potrebbe avere limitazioni da parte dell’I.N.P.S. sulla parte di forza lavoro priva di titolo di studio e su quella impegnata da Comdata nella commessa dell’Agenzia delle Entrate.

Come non pensare, inoltre, alle traversie dei ricercatori ex Intecs del Tecnopolo dell’Aquila licenziati e mai riassorbiti nonostante il finanziamento di 10 milioni di euro messo in campo dalla Regione Abruzzo sulla “space economy” fosse finalizzato a dare loro una soluzione oltre che sviluppare occupazione sul territorio: “Troppo vecchi per essere assunti e troppo giovani per andare in pensione”- recitava un loro slogan che rende bene l’idea dell’enorme difficoltà vissuta.

E poi: la perdita di posti di lavoro e la riduzione salariale in atto nelle ultime settimane nello stabilimento Dompè, nonostante un contratto di sviluppo di ampliamento della sede e tutela della produzione strutturato da finanziamenti pubblici che, purtroppo, non ha trovato nel sinallagma un obbligo imperativo di mantenimento della forza lavoro esistente e, men che meno, del naturale incremento occupazionale, atto presupposto quest’ultimo dell’individuazione in capo alla P.A. dei settori strategici da finanziare.

O, ancora, la vicenda Framiva – Ex Otefal e l’annoso contenzioso dello stabilimento per il sito di Bazzano, per il quale ben 60 famiglie ne auspicano da tempo la riconsegna per permettere la reintegrazione delle maestranze e, conseguentemente, il riavvio dell’attività produttiva da parte della nuova azienda già pronta ad insediarsi.

Ulteriore elemento di attenzione deve essere prestato agli adempimenti delle committenze pubbliche – vedasi i recenti appalti del servizio di manutenzione generale in A.S.L. e quello di sorveglianza presso i laboratori dell’I.N.F.N. (per quest’ultimo la Società aggiudicataria della commessa ha livellato verso il basso le tutele contrattuali dei lavoratori) – sia nella qualità di erogazione dei servizi riappaltati e dei relativi controlli che in quella delle condizioni oggettive e logistiche di lavoro, oltre che nella tutela dei diritti dei lavoratori che ogni volta rischia di essere lesa attraverso azioni di “reformatio in peius”.

Alla luce di queste criticità, il principale impegno non può che individuarsi nell’ adozione di una serie di misure di politica attiva per salvaguardare e mantenere il maggior numero possibile di posti di lavoro (incentivi alle assunzioni, sostegno alle start-up, formazione professionale dei giovani e misure di accompagnamento al lavoro dei soggetti svantaggiati) e, ove necessario, ricollocare gli esuberi attraverso politiche formative che tengano conto sia del contesto sociale che delle prospettive di rilancio produttivo del comprensorio aquilano e dell’intera Regione, individuando i veri settori strategici da finanziare a carico del pubblico con progetti di prospettiva strutturati e di ampio respiro temporale.

L’indispensabile ruolo delle istituzioni locali, in primis dell’Amministrazione regionale e cittadina, dovrà essere quello di incalzare, sostenere e garantire il massimo appoggio alle politiche del lavoro nazionali, nel contempo favorendo ancor più il confronto con le parti sociali nell’attuazione su scala locale delle scelte che riguardano il PNRR nazionale, le cui risorse sono state individuate e stanziate anche per rinnovare il sistema produttivo del paese, con ciò fornendo una soluzione alle tante crisi aperte e creando nuova e stabile occupazione, a chi ne ha bisogno ora e alle future generazioni – concludono i rappresentanti de ”Il Passo Possibile”.

 


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