La proroga dei contratti di servizio e le continue anticipazioni di cassa “non possono diventare la modalità ordinaria di gestione” delle società partecipate del Comune dell’Aquila. È la posizione espressa dal gruppo “Il Passo Possibile”, che interviene dopo la proroga del contratto di servizio con l’Azienda Servizi Municipalizzati (ASM) – accompagnata, viene sottolineato, da un’ulteriore anticipazione di cassa – e dopo il rinnovo del contratto con il Centro Turistico del Gran Sasso (CTGS) tra gli ultimi atti del 2025.
Secondo “Il Passo Possibile”, le decisioni adottate dall’amministrazione comunale certificano “un fatto politico ormai evidente”: “manca una vera programmazione sul futuro delle società partecipate del Comune dell’Aquila e manca lo strumento del Piano Industriale che permetterebbe agli amministratori di gestire in modo strutturato garantendo una programmazione operativa ed economica”.
La nota è firmata da Americo Di Benedetto, dal presidente Fabrizio Ciccarelli e dai consiglieri comunali Elia Serpetti, Emanuela Iorio e Massimo Scimia.
CTGS: “Nodi strutturali noti da anni, serve un piano di gestione”
Sul CTGS, il gruppo richiama criticità “ben note da oltre venti anni” e già evidenziate anche in Consiglio comunale il 23 dicembre 2022, in occasione del rinnovo triennale del contratto “pari a oltre un milione di euro all’anno”. Secondo “Il Passo Possibile”, la tutela dei lavoratori e la gestione di servizi considerati strategici avrebbero richiesto “un Piano Industriale di gestione” per superare le criticità, invece di procedere con una proroga contrattuale che, viene ribadito, “non è assolutamente uno strumento di gestione”.
Nella nota si sostiene che una gestione “tampone” rischia di compromettere funzioni ritenute centrali, come la promozione turistica della montagna, la manutenzione degli impianti e la stabilità occupazionale dei lavoratori stagionali.
ASM: “Il piano industriale richiesto nel 2024, ma ancora assente”
Per ASM, il gruppo afferma che la proroga sarebbe stata motivata dall’attesa del Piano Industriale, ricordando però che il documento non è un atto “improvviso né imprevisto”: “Era già stato formalmente richiesto dalla Giunta nel 2024 (delibera n. 17 del 24.01.2024) e la sua redazione rientrava tra gli obiettivi assegnati ad ASM per il 2025”. Ad oggi, viene aggiunto, il piano “viene ancora utilizzato come giustificativo per rinviare le scelte”.
Da qui la critica al “cortocircuito politico-amministrativo”: “il contratto viene prorogato in assenza del Piano Industriale, ma lo stesso Piano non viene presentato proprio perché si è scelto di governare con le proroghe”.
“Anticipazioni di cassa e crisi di liquidità: servono scelte strutturali”
Nel richiamare il dibattito consiliare sulla razionalizzazione delle partecipate, “Il Passo Possibile” ricorda di aver già segnalato la necessità di una strategia chiara: “Non è sufficiente prendere atto delle criticità di ASM senza indicare una strategia, una direzione e una responsabilità da parte del socio pubblico (il Comune)”.
Il gruppo collega la situazione anche al quadro finanziario della società, evidenziando che “le continue anticipazioni di cassa, derivate dalla crisi di liquidità”, renderebbero fragile l’impostazione attuale e dimostrerebbero che l’equilibrio economico “non può reggersi all’infinito con soluzioni tampone”, ma richiede “scelte strutturali, industriali e gestionali”.
Secondo la nota, garantire la continuità dei servizi essenziali è necessario, ma “la continuità non può diventare l’alibi per l’assenza di una visione politico-gestionale”. Ogni proroga approvata senza un piano industriale, conclude “Il Passo Possibile”, è un rinvio che incide su servizi, lavoratori e assetto economico-finanziario dell’ente.








