Il Passo Possibile: “L’Aquila può davvero ritenersi una città dello sport?”

di Redazione | 15 Settembre 2021 @ 15:59 | POLITICA
Skatepark di Piazza D’Armi
Print Friendly and PDF

L’AQUILA – Nell’ottobre 2020, quando L’Aquila venne “scelta” Città Europea delle Sport 2022, l’Amministrazione comunale mostrò “grande soddisfazione per il risultato acquisito grazie agli enormi sforzi portati avanti dalla stessa nel potenziare e valorizzare l’impiantistica sportiva sull’intero territorio comunale”.

E’ trascorso un anno, è notizia di ieri dell’insediamento del comitato organizzatore per l’evento, ma la gestione dell’intero sport cittadino appare, in realtà, diversa e molto più nebulosa di quanto la maggioranza di governo cittadina auspicasse allora e, peggio, voglia far credere adesso.

E’ quanto affermano in una nota congiunta i Consiglieri comunali de ”Il Passo Possibile” Elia Serpetti, Emanuela Iorio, Antonio Nardantonio , Americo Di Benedetto e il Presidente dell’Associazione civico-politica Fabrizio Ciccarelli.

Nella futura citta’ dello sport 2022 è sotto gli occhi di tutti come molti degli interventi di riqualificazione degli impianti sportivi siano al palo, con incompiute che probabilmente non vedranno mai la luce ( un esempio su tutte il Palajapan ), alcune in via di ultimazione (?) chiuse da tempo immemore come il palazzetto Viale Ovidio, tante già esistenti e costrette alla chiusura di cui nessuno si accollerà gli oneri gestionali e manutentivi nemmeno con specifiche convenzioni (su tutte l’annosa vicenda di Verdeaqua come pure quella del Palazzetto di Piazza d’armi); in totale stato di abbandono lo Stadio Fattori, che ancor più della scarsa cura del manto erboso soffre della mancata manutenzione dell’intera struttura, Velodromo compreso, un intero complesso inutilizzato e ormai fatiscente, senza agibilità.

Come dimenticare, poi, la pista del Pattinaggio a San Sisto, meritevole di attenzione solo per le grandi occasioni e non per le esigenze quotidiane dei nostri giovani o lo Skatepark di Piazza D’Armi, dove non è mai stato ripassato lo strato protettivo sulla pista e privo di illuminazione o la pista di “Pumptrack” per le Mountain bike, il cui cantiere è fermo da diversi mesi. Come non menzionare la situazione degli impianti sciistici, croce e delizia del territorio ….

Si pensi a come, nella futura citta’ dello sport 2022, una normale società dilettantistica, per esempio di Pallavolo, che voglia svolgere la propria attività (ufficialmente e non ) abbia solo due possibilità sull’intero territorio: la palestra dell’Oratorio Don Bosco e il Palazzo dello Sport di Paganica: si immagini l’enorme richiesta avanzata alle due strutture evidentemente impossibilitate, loro malgrado, a poter accogliere tutte le Società richiedenti ospitalità.

E lecito chiedersi: perché i previsti interventi sugli impianti sportivi dell’Aquila e delle frazioni – per lo più finalizzati al completamento di campi da gioco, palestre e centri polifunzionali – finanziati con i 1,275 milioni di euro stanziati dalla Legge regionale 41/2011 sono, nella maggior parte dei casi, non iniziati o inspiegabilmente fermi ?

E’,poi, notizia di ieri, con riferimento al bando “Fondo Sport e Periferie 2020” – il cui obiettivo era la riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale, specie dopo le forti criticità legate alla pandemia, nonché di miglioramento della qualità urbana proprio attraverso la promozione di attività sportive – che la maggior parte delle proposte di intervento da finanziare avanzate da Associazioni e altri soggetti proponenti dell’Aquila e del circondario sono state quasi tutte rigettate.

Su tutte desta scalpore proprio l’inammissibilità della domanda avanzata direttamente dal Comune dell’Aquila per il rifacimento del Campo da Calcio di PAGANICA e ritenuta inidonea a seguito di istruttoria tecnico-amministrativa, nello specifico per “mancanza della dovuta verifica preventiva e della validazione del livello di progettazione presentato (!): a differenza di tante altre realtà abruzzesi finanziate a pioggia, L’Aquila non c’è.

Non per caso, quindi, le Società sportive spesso sono costrette ad andare avanti solo grazie alla generosità dei propri sostenitori o con lo sforzo di tanti ex atleti o appassionati, per lo più autofinanziandosi, i cui sacrifici, non bastevoli al giorno d’oggi per gestire strutture e impegni, meriterebbero maggiore attenzione e supporto proprio per l’importanza educativa, sociale e inclusiva che lo sport ha nei processi formativi dei giovani.

Il solo pensare che una città debba fare delle cose per i suoi cittadini perché è stata nominata “Città di qualcosa” è oltremodo svilente.

Un’Amministrazione attenta non è quella che lavora per organizzare l’evento di turno in sé, che inizia e finisce, magari colmandone le lacune organizzative all’occorrenza, bensì quella che agisce quotidianamente con una visione strategica che sia funzionale a programmare al meglio il futuro della città, nello sport come in ogni ambito – concludono i rappresentati de “Il Passo Possibile”.


Print Friendly and PDF

TAGS