Il pane vivo disceso dal cielo. La solennità del Corpus Domini nella nostra Città aquilana

di Fra Piero Sirianni | 12 Giugno 2023 @ 13:59 | CREDERE OGGI
Corpus Domini
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Ieri, domenica 11 giugno, la liturgia ci ha fatto celebrare la festa del Corpus Domini: abbiamo accolto, adorato, accompagnato processionalmente nostro Signore Gesù Cristo Eucaristia per le strade del centro, fino a ricevere la sua benedizione finale.

Corpus Domini nella nostra Città aquilana. La Chiesa diocesana si è ritrovata alle 18,30 presso la basilica di san Bernardino, per celebrare insieme la santa messa presieduta dall’Arcivescovo cardinale Giuseppe Petrocchi, a cui hanno preso parte anche il vescovo ausiliare mons. Antonio D’Angelo, i canonici del capitolo metropolitano, gli altri sacerdoti della diocesi, le religiose e i religiosi, le autorità militari e politiche, l’intero popolo di Dio nella sua multiforme compagine. La liturgia è stata animata dal coro della basilica di san Bernardino e dal gruppo Scout Agesci di L’Aquila. Al termine della santa messa ci siamo recati processionalmente – attraversando il corso Federico II – presso la basilica delle Anime Sante in piazza Duomo, la quale ha accolto Gesù Eucaristia con una cascata di petali di rosa che “piovevano” dalla cupola, e dove abbiamo ricevuto la benedizione finale, da parte del nostro vescovo ausiliare.

Il cardinal Petrocchi, nella sua riflessione omiletica, ci ha fatto ripercorrere la strada della salvezza tracciata da Dio per il suo popolo, partendo dal senso del cammino che ciascuna persona umana è chiamata a vivere: «provenienza, direzione, destinazione», sono state le parole-chiave usate dall’Arcivescovo. Egli ha sottolineato più volte come la prova – che si distingue nettamente dalla tentazione, questa demoniaca – faccia parte della vita cristiana a tutti gli effetti: non sarebbe vera una fede che non sia provata; partendo dal Libro del Deuteronomio, Prima Lettura della liturgia di ieri, Petrocchi ha messo in evidenza come ogni persona umana sia chiamata ad attraversare la prova; e, proprio nella prova, la provvidenza divina si rende presente, nel cibo e nella bevanda che sostengono il pellegrinaggio. Il rimando usato dall’Arcivescovo è stato a Gesù Cristo che, nel vangelo di Giovanni ieri proclamato, si offre all’umanità intera come «pane vivo disceso dal cielo» (6,51).

Il suo caloroso invito è stato a guardare a quell’unico pane, che ci rende – tutti – «un solo corpo» (1Cor 10,17); a tendere, dunque e sempre più, alla comunione interpersonale ed ecclesiale; a custodire la familiarità con la santa Trinità e fra di noi; a lavorare per l’unità, affinché il mondo creda nel Figlio di Dio che è presente in mezzo a coloro che si sforzano di amarsi reciprocamente.

Il pensiero conclusivo del cardinale è stato rivolto alla Madonna, donna di fede e di comunione, nostra avvocata presso Dio e madre della Chiesa; la preghiera va a lei, affinché la porti a Gesù per tutti noi.

La liturgia di ieri ci faceva meditare: «In questo grande mistero tu nutri e santifichi i tuoi fedeli, perché l’umanità, diffusa su tutta la terra, sia illuminata dall’unica fede e riunita dall’unico amore. E noi ci accostiamo a questo santo convito, perché l’effusione del tuo Spirito ci trasformi a immagine della tua gloria» (Prefazio della Santissima Eucaristia II: I frutti della Santissima Eucaristia); e, nella preghiera comunitaria, chiedevamo al Creatore: «Dio fedele, che nutri il tuo popolo con amore di Padre, saziaci alla mensa della Parola e del Corpo e Sangue di Cristo, perché nella comunione con te e con i fratelli camminiamo verso il convito del tuo regno» (orazione Colletta). Più diveniamo costruttori di fraternità e di comunione, maggiormente testimoniamo che crediamo in Dio-Trinità e nell’Eucaristia che ci edifica quali pietre vive nella costruzione della Chiesa, dell’umanità redenta, e del regno divino e universale.


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