Il nuovo Piano del Commercio del Comune dell’Aquila, ecco le novità

di Alessio Ludovici | 19 Ottobre 2020, @06:10 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – “Un provvedimento atteso da 18 anni” così lo ha presentato l’assessore al Commercio e vicesindaco Raffaele Daniele. E’ il nuovo piano del Commercio del Comune dell’Aquila, approvato venerdì scorso in consiglio comunale, con diverse critiche da parte dell’opposizione. Per la minoranza il piano aveva bisogno di un maggiore approfondimento, sia in relazione agli altri strumenti di pianificazione, sia in relazione alla scarsa condivisione con le stesse categorie del commercio. Il consigliere comunale Albano, del Partito democratico, ha rilanciato l’idea della convocazione degli stati generali del commercio. Tra le altre cose per Albano “il piano del commercio di Biondi e Daniele non tiene conto in maniera sufficiente dell’emergenza Covid, mentre è prioritario pensare a misure straordinarie per questa pandemia con cui, purtroppo, dovremo convivere ancora, in particolare misure a sostegno di tutti i commercianti che vedono i propri locali vuoti o che sono costretti ad abbassare le serrande per precauzione sanitaria”. Ma, come spiegato da Daniele, il documento licenziato ha valenza programmatoria generale, mentre per l’emergenza si sta procedendo con altri tipi di provvedimenti.
Avranno modo di replicare domani, martedì, il sindaco Biondi e lo stesso Raffele Daniele in occasione di una conferenza stampa in cui illustreranno il senso di questo provvedimento e spiegheranno i motivi di determinate scelte politiche. 

COSA CONTIENE IL PIANO

Nell’ampia premessa il piano, oltre ad offrire il quadro normativo di riferimento in materia e le caratteristiche dell’insediamento del commercio in città, tratteggia alcune linee di sviluppo su cui l’amministrazione può ed intende dirigere la sua attività e illustra alcuni delle novità previste. Oltre allo stop delle grandi superfici di vendita, ad esempio, si specifica già come nella zona 1/centro storico è esclusa la possibilità di attivare esercizi di grande distribuzione e di insediare nuovi esercizi di media distribuzione. L’idea per il Centro è quello di recuperane l’attrattività turistica attraverso l’incentivazione dei piccoli esercizi commerciali e valorizzandone l’azione con il centro commerciale naturale. Su tutto il territorio l’obiettivo è incentivare le forme di aggregazione aziendale e promuovere la tutela degli esercizi di vicinato, al fine di realizzare le massime condizioni di vantaggio per i consumatori e i commercianti. Tra le novità, i negozi temporanei: la possibilità per il Comune di introdurre agevolazioni per l’utilizzo temporaneo, a fini commerciali, di locali ed immobili sfitti. Ma anche il pluri-negozio, uno strumento che dovrebbe agevolare artigiani e piccole imprese: si tratta della possibilità di avere all’interno di un’unica unità immobiliare più negozi. E infine la Consulta del Commercio, che dovrebbe rendere strutturale il dialogo tra amministrazione e categorie. 

Nella parte regolamentare vera e propria si specifica, invece, che la città è divisa in tre parti. Nella zona 1, il Centro, si possono insediare esercizi fino 600mq fatta salva la possibilità di recupero di grandi contenitori commerciali preesistenti. Nella zona 2 possono insediarsi gli esercizi fino a 600 mq e da 600 a 1500 mq. Nella zona 3 anche quelli fino a 2500mq.
Per quanto riguarda la somministrazione l’autorizzazione viene concessa a fronte, oltre che delle vigenti normative, di specifiche previsioni: ad esempio la presenza di wifi pubblico, l’incompatibilità con la presenza di videogiochi o apparecchi elettronici di svago e divertimento; vigilanza esterna ovvero la dotazione di una video-sorveglianza da parte dell’esercente e, nel caso, di più di 50 posti a sedere, la presenza di almeno un addetto alla vigilanza. Gli esercizi esistenti avranno un anno per adeguarsi o proporre al Comune un piano personalizzato alternativo. 
Persiste, in Centro storico, il divieto di aprire sale giochi e sale scommesse, come quello di aprire friggitorie e simili, sprovviste di cappe aspiranti e impianti sufficienti all’aspirazione, pena la sospensione della licenza.
Viene inoltre regolamentato il centro commerciale naturale, nei centri storici, con la possibilità di sottoscrizione di specifici protocolli d’intesa o convenzioni, al fine di valorizzare la fruibilità commerciale delle parti storiche della città. Viene inoltre normato l’utilizzo dello stemma del Comune a fini commerciali e, come già anticipato, prevista l’ipotesi del plurinegozio. 

 


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