Il nuovo Messale Romano, in uso in Abruzzo e Molise dal 28-29 novembre 2020

di don Daniele Pinton | 01 Ottobre 2020 @ 13:02 | CREDERE OGGI
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Con la prima domenica di Avvento, che si celebrerà nel rito romano il 28-29 novembre 2020, la terza edizione del Messale Romano, da pochi giorni in distribuzione in tutte le librerie cattoliche, potrà essere utilizzata nelle Chiese dell’Abruzzo e del Molise. Lo hanno deciso i vescovi della CEAM, nella sessione del 25 settembre 2020 all’unanimità.

Quest’inizio va ben preparato, sottolineando l’importanza della liturgia quale «culmine verso cui tende l’azione della Chiesa e, al tempo stesso, fonte da cui promana tutta la sua energia» (cf. Sacrosanctum Concilium 10), «azione sacra per eccellenza», tale che «nessun’altra azione della Chiesa ne uguaglia l’efficacia allo stesso titolo e allo stesso grado» (ib. 7).

Di per se, come stabilito dalla Santa Sede, l’utilizzo del nuovo Messale sarà obbligatorio in Italia a partire dalla domenica di Pasqua, il 4 aprile 2021, ma come previsto dal documento di approvazione, a discrezione dei vescovi territoriali, sarà possibile usarlo prima, e molte Conferenze episcopali regionali, hanno deciso di anticiparne l’uso, con l’inizio del nuovo anno liturgico, la prima domenica di Avvento.

I vescovi, nel comunicato di Mons. Bruno Forte, Arcivescovo Metropolita di Chieti e Presidente della CEAM, tengono inoltre a precisare la dinamica inclusiva del linguaggio del nuovo Messale Romane in lingua italiana e come

l’uso della nuova edizione del Messale ha ricadute importanti per la vita spirituale dei fedeli e per l’intera azione pastorale della Chiesa, e come tale va vissuto come evento di grazia a cui predisporsi con opportuna informazione e adeguata formazione catechetico – spirituale. In particolare, si valorizzi questa occasione per raggiungere i bambini, i ragazzi e i giovani, che il confinamento dovuto al Covid-19 ha spesso allontanato dalla frequenza domenicale, cui pure molti erano abituati, nonché per incoraggiare le persone in età avanzata a superare i timori e a riprendere la loro abituale partecipazione alla vita liturgica e sacramentale. Possa il Signore aiutare tutta la comunità cristiana a vivere questo inizio come “nuovo inizio” nello slancio della vita di fede e nella tensione evangelizzatrice verso tutta la famiglia umana.

Nella nuova traduzione in italiano della terza edizione tipica – in latino del Messale Romano scaturito dal Concilio Vaticano II, cambiano alcune formule con cui viene celebrata la Messa nella nostra lingua, tra cui la preghiera del Padre Nostro, dell’inno del Gloria e del Confesso, dove sono stati modificati alcuni vocaboli. Inoltre è stata data la possibilità di pregare il Padre Nostro con le braccia allargate, il divieto di utilizzare musica registrata e di inserire avvisi e preghiere devozionali dopo la Comunione (cfr. sezione: “Precisazioni“). Infine, tra le modifiche di traduzione, si è optato per un linguaggio “inclusivo” e “politicamente corretto”.


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