Il nuovo logo del Munda, il Forte spagnolo da luogo di pena a simbolo della rinascita

di Alessio Ludovici | 18 Novembre 2021 @ 06:00 | CULTURA
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L’AQUILA – Una fortezza per difendere gli estremi confini del regno e le preziose vie commerciali dell’aquilano ma anche per reprimere la ben nota audacia dei liberi aquilani. “Ad reprimendam audiaciam aquilanorum”, inequivocabile risposta di metà 500 risposta alla rivolta contro gli aragonesi che regnavano in città. Costruzione che gli aquilani furono anche costretti a pagare con una tassa annua di 100mila ducati.  E’ nel secondo dopoguerra che cambia la storia della Fortezza, allora utilizzata come prigione. Il 23 settembre del 1951 nasce il Munda. Dietro la sua nascita lo sforzo e l’appello degli intellettuali aquilani. Amedeo Esposito ricordava: “Il Castello cinquecentesco sarebbe rimasto carcere, se non vi fossero state le idee e le azioni (a qualunque livello, anche politico) di tanti uomini di cultura, e in particolare del sovrintendente Chierici e di Pio Iorio, che convinsero l’allora Ministro di grazia e giustizia, Palmiro Togliatti, a dare alla città il suo centro culturale a cominciare dal Museo Nazionale d’Abruzzo”. All’inaugurazione, quel 23 settembre del ’51, c’è anche il Presidente della Repubblica Luigi Einaudi che passa l’intera giornata in città. E’ da quel momento che avviene il cambiamento di senso della Fortezza. Oggi, a chiusura del cerchio, il Munda con il suo nuovo logo, un’immagine stilizzata del Castello, presentato ieri insieme all’addio della direttrice Filetici, suggella questo percorso. 

Non è peraltro la prima volta che i quattro bastioni del Castello vengono utilizzati come simbolo della città. C’è stato il Cantiere Cultura dei progetti Equal, e più recentemente, nel 2018, c’è stato l’Urban Center L’Aquila che scelse il suo nuovo logo attraverso un concorso di idee ben sintetizzato da un articolo dello storico dell’arte Antonio Gasbarrini sul Messaggero: “Il Castello Cinquecentesco è stato creativamente metamorfizzato da luogo di pena e di dolore sotto la dominazione spagnola ad un irraggiante simbolo della rinascita incentrabile sul recupero del suo aulico passato culturale post bellico (museale e musicale) congelato, ahimé, alle 3 e 32”. 

“Il nuovo logo – ha dichiarato l’autore del nuovo logo del Munda, il grafico Luca Di Francescantonio – interpreta la descrizione del luogo sia come entità fisica, quindi importanza storica, sia come posto di accoglienza per la cultura e l’arte di ogni epoca in un dialogo con il presente”. 

 


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