Il novecento aquilano da tutelare, tra fontanelle a rischio e idee della rete

di Alessio Ludovici | 13 Marzo 2021 @ 12:13 | CULTURA
fontanelle
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L’AQUILA – Troppo vecchie per i gusti della modernità, troppo giovani o popolari per meritare tutela. Strano se consideriamo che anche del ‘900 nel post sisma si è salvato tutto, compresi gli edifici incongrui del centro storico. Loro no, per le fontanelle il destino ha in serbo altro. Una sta assumendo ha anche una valenza simbolica, quella a piazza Regina Margherita cancellata dal progetto di restyling della piazza. Altre sono scomparse nel tempo. Ma i cittadini non sono tutti d’accordo. L’Archeoclub dell’Aquila recentemente ha chiesto di rivedere il progetto di Piazza Regina Margherita. Cesare Ianni, del Gruppo Jemo ‘Nnazi scrive sulla fontanella: “Aquilane ed Aquilani, Amiche ed Amici dell’Aquila, addio. Addio, a voi che per tanti anni mi avete abbracciata, dissetandovi. Addio, a voi che per tanti anni avete visto in me una compagna, dispensatrice di vita. Addio, a voi che per tanti anni avete festeggiato intorno a me i vostri momenti felici. Addio, a chi mi si affianco’ parlandomi, comprendendo la mia voce gorgogliante. Addio, alle vostre donne con le conche. Addio.”

Ne è nata una bella discussione, anche con proposte interessanti, come quella di Massimo Alesi, di ispirarsi a un progetto della Città di Torino, I love Toret, magari coinvolgendo anche Gran Sasso Acqua. I toret sono le fontanelle di Torino e il progetto è nato per tutelare e valorizzare le fontanelle verdi con testa di toro tipiche di Torino.

Del resto gli arredi urbani dell’800 e del 900 sono un significativo pezzo di storia da tutelare. Forme e materiali che raccontano di vita popolare, ma anche di mestieri, di artigianato e opifici. E raccontano del territorio, delle sue acque così importanti.


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