Il Maxxi L’Aquila slitta ancora, intanto verrà restaurato un altro dipinto di Damini

di Alessio Ludovici | 07 Novembre 2020, @06:11 | CULTURA
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L’AQUILA – Non c’è pace per il Maxxi L’Aquila, per un motivo o per l’altro continua a slittare l’apertura della sede aquilana del prestigioso museo di arte contemporanea guidato da Giovanna Melandri. Dopo l’inaugurazione di Palazzo Ardinghelli era previsto l’allestimento del museo e la sua apertura il 30 ottobre scorso. Apertura slittata, per motivi non dipendenti dall’emergenza Covid al 7 novembre, i musei in teoria potevano ancora restare aperti. Ma questa settimana è arrivato l’ennesimo stop, il nuovo dpcm che chiude anche i musei. 

Un destino travagliato quello del museo. Nel frattempo proseguono però i lavori di sistemazione dell’edificio. Il segretariato generale per l’Abruzzo del Mibact ha infatti affidato i lavori di consolidamento e restauro di una porzione di dipinto e di alcune decorazioni in stucco della vecchia volta crollata nel salone principale di Palazzo Ardinghelli. 

Il dipinto è attribuito a Vincenzo Damini, singolare personaggio della città. Nato a Venezia, celebre a Londra, quando rientra in Italia passa diversi anni all’Aquila. Attivissimo in città, tra le sue opere si ricordano il San Giovanni da Capistrano alla battaglia di Belgrado presso il Convento di San Giuliano e tante altre, nella chiesa di Santa Maria Paganica, a San Silvestro. Tra gli altri anche cinque dipinti raffiguranti i continenti, datati al 1744 e collocati sullo scalone monumentale del Palazzo Ardinghelli.

Adesso si interverrà sul dipinto della volta di Palazzo Ardinghelli, “rilevata l’esigenza di intervenire per eseguire la migliore protezione e conservazione del reperto”. Ad occuparsi dei lavori sarà il Restauratore Antonio Mignemi, che ha operato in questi anni nei diversi restauri eseguiti all’interno del Palazzo


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