Il giudice del lavoro, il detenuto ha diritto all’indennità di disoccupazione

di Redazione | 01 Dicembre 2021 @ 06:00 | LA LEGGE E LA DIFESA
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Una decisione che rischia di fare giurisprudenza, i casi analoghi potrebbero essere moltissimi. Il giudice del Lavoro di Padova ha infatti dato ragione a un detenuto. Questi aveva nel 2019 lavorato alcuni mesi all’interno del carcere Due Palazzi e alla fine aveva presentato domanda all’Inps per ottenere la Naspi. L’INPS aveva respinto la richiesto e  per questo motivo, con il sostegno di Inca Cgil e Cgil Padova, il detenuto ha deciso di ricorrere al tribunale. Il giudice del lavoro gli ha dato ragione. 
 
Il ricorso era costruito attorno al fatto che il detenuto lavorava per conto di una cooperativa e quindi aveva diritto allo stesso trattamento degli altri dipendent. L’Inps aveva invece rifiutato il contributo perché lo classificava come un dipendente del ministero di Giustizia.
Antonella Franceschini, direttrice dell’Inca Cgil di Padova, ha spiegato al Mattino di Padova: “All’origine di tutto c’è il messaggio Inps del 2019 con il quale l’Istituto, informava che i detenuti dipendenti dell’Amministrazione penitenziaria non hanno diritto alla Naspi. Una situazione in cui si trovava il ricorrente che aveva lavorato come addetto alla distribuzione dei pasti. Si badi bene, che se invece di lavorare direttamente per il carcere, avesse lavorato per conto di una delle cooperative che operano all’interno del Due Palazzi, la Naspi gli sarebbe stata riconosciuta. Secondo l’Inps, la sua posizione era del tutto simile a quella di qualsiasi dipendente del Ministero che non ha diritto alla Naspi”. “Consideriamo questa sentenza – ha aggiunto Sergio Palma della Cgil – la conferma del pieno riconoscimento di un diritto, e cioè che il lavoro deve valere sempre in termini etici, morali ed economici indipendentemente se lo si svolge dentro o fuori un istituto di pena.”

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