L’AQUILA – La Chiesa era senza pontefice da oltre due anni, quando una scelta clamorosa condusse i cardinali fin sulle pendici del Monte Morrone. Il 18 luglio 1294 raggiunsero la povera dimora di Pietro da Morrone per annunciargli che era il nuovo papa. L’eremita, invece di accettare con entusiasmo, cercò una via di fuga. Così iniziò la storia di Celestino V.
Quel giorno una delegazione partita da Perugia raggiunge l’Abbazia di Santo Spirito al Morrone, ai piedi dell’eremo di Sant’Onofrio. Ha un compito delicatissimo: comunicare a fra Pietro da Morrone che il conclave lo ha eletto Pontefice.
Eppure il protagonista di questa vicenda non aspettava affatto quella notizia. Anzi, la temeva.
Dopo la morte di Niccolò IV, il 4 aprile 1292, la Chiesa era precipitata in una crisi senza precedenti. I cardinali, divisi dalle rivalità tra le grandi famiglie romane e dalle pressioni politiche di Carlo II d’Angiò, non riuscivano a trovare un accordo. Per più di ventisette mesi la Sede di Pietro rimase vacante.
Fu allora che il nome dell’eremita del Morrone, celebre per la sua santità e per il rigore della sua vita ascetica, divenne improvvisamente la soluzione capace di mettere tutti d’accordo. Il 5 luglio 1294 il conclave lo elesse Papa. Ma eleggerlo era una cosa. Convincerlo ad accettare, tutt’altra.
La delegazione incaricata di notificare l’elezione fu preparata con grande attenzione. Ne facevano parte tre vescovi, Bernard de Got, arcivescovo di Lione, Pandolfo di Patti e Francesco di Orvieto, accompagnati da due notai pontifici. Il decreto ufficiale, sigillato con la cera rossa dei cardinali, era custodito in un tubo metallico per proteggerlo durante il viaggio.
Attraversata la Piana di Navelli e la Valle Peligna, gli emissari raggiunsero l’Abbazia di Santo Spirito al Morrone, dove già si trovava anche la corte angioina. Da lì iniziava la parte più difficile: la salita fino all’eremo di Sant’Onofrio. Lo Stefaneschi, presente all’evento, raccontò una scena quasi cinematografica: attraverso una finestrella videro un uomo ormai molto anziano, pallido, con la barba incolta, consumato dai digiuni, gli occhi profondi velati dalle lacrime. Non avevano davanti un uomo di potere, ma un monaco che aveva scelto di sparire dal mondo.
Francesco Petrarca nel De vita solitaria, racconta che Pietro da Morrone reagì con autentico sgomento. Si considerava del tutto inadatto a governare la Chiesa universale e, per sottrarsi all’incarico, pensò perfino di fuggire insieme al suo discepolo prediletto, Roberto da Salle, la cui memoria liturgia si celebra proprio il 18 luglio. Era il rifiuto sincero di un uomo convinto che la vita contemplativa valesse infinitamente più del potere.
Solo dopo una lunga preghiera e davanti all’insistenza dei delegati, accompagnata dall’ammonimento che un rifiuto avrebbe significato opporsi alla volontà di Dio, Pietro pronunciò il suo sì. Accettava così “il grave giogo” che gli veniva imposto.
Da quel momento tutto cambiò rapidamente. Pietro lasciò il suo rifugio sul Morrone e, seguendo un itinerario fortemente voluto da Carlo II d’Angiò, raggiunse L’Aquila. Il 29 agosto 1294, nella Basilica di Santa Maria di Collemaggio, fu consacrato vescovo di Roma e incoronato Pontefice con il nome di Celestino V.
Nello stesso giorno istituì quella che sarebbe diventata la Perdonanza Celestiniana, concedendo l’indulgenza plenaria a quanti, pentiti e confessati, avessero visitato Collemaggio tra i vespri del 28 e quelli del 29 agosto: un gesto destinato a entrare nella storia spirituale dell’Occidente.
A distanza di 732 anni, nei luoghi dove si consumò quella straordinaria vicenda, la storia tornerà a rivivere. Sabato 18 luglio, alle 18, l’Abbazia di Santo Spirito al Morrone ospiterà “Imaginatio Cœlestiniana”, iniziativa realizzata dalla Camerata Musicale Sulmonese Onlus insieme all’Associazione Celestiniana Sulmona. Protagonisti saranno il SaxOrgan Duo, formato da Gaetano Di Bacco al sassofono e Italo Di Cioccio all’organo, che eseguiranno in prima assoluta “Imaginatio Cœlestiniana”, composizione scritta dallo stesso Di Cioccio per ricordare il giorno in cui un vecchio monaco, nascosto tra le rocce del Morrone, ricevette la notizia destinata a cambiare per sempre la sua vita e la storia della Chiesa.








