E’ incredibile che giornalisti del Financial Times e del Guardian siano riusciti ad eludere con facilità irrisoria la sicurezza predisposta nella sede del prossimo G8, a L’Aquila e siano riusciti ad osservare i lavori per ultimare il campetto di basket che sarà riservato al Presidente Obama.
Incredibile perchè è da qualche giorno che L’Aquila sembra una città sotto assedio, siamo un po’ tutti ostaggio di questo mega evento che da una parte ci porterà alle ribalte mondiali (più del terremoto?) e dall’altra ci fa vivere in uno stato di polizia. Cellulari schermati, connessioni internet in tilt, traffico impazzito, la viabilità stravolta, gli esercizi commerciali costretti a chiudere…e ancora non iniziamo!
E ci volevano pure le scossette che continuano a ricordarci che il terremoto è ancora qui, tra noi, se mai ce lo fossimo dimenticato.
Fa impressione sentire che esistono, in caso di emergenza, due “piani di riserva” già pronti visto che lo sciame sismico ha messo in allarme Palazzo Chigi ma anche le delegazioni straniere.
Ma non dovevamo stare tranquilli noi? Scene di angoscia collettiva si stanno mettendo in atto, allarmi sussurrati che preoccupano sia i leader e i loro entourage sia la cittadinanza locale, già fin troppo provata da un un evento distruttivo e da progetti incorporei di ripresa.
Mi rassicura che per i “grandi della terra” esistono piani di evacuazione e che la sede del GB sia a prova di terremoto. Certo, però, fa un certo effetto sentire tutto questo quando migliaia di sfollati sono ancora nelle tende, e chi è rientrato nelle case vive nel terrore ad ogni scossa. Fa impressione sentire che esiste un posto a L’Aquila, sicuro al mille per mille, e che i “grandi” verranno portati via in elicottero, nel caso di una scossa più forte del previsto. Fa impressione sentire che nulla è stato pensato per la popolazione, nè prima nè ora. E ci chiediamo come mai non fosse stato predisposto un piano di evacuazione anche per gli abitanti de L’Aquila, dopo ben tre mesi di scosse…

di Maria Cattini

[tratto da Gli Editoriali del Direttore – IlCapoluogo.it]

Commenti

comments