Il dpcm salva le enoteche, fino al 6 aprile aperte fino alle 22

di Redazione | 06 Marzo 2021 @ 14:23 | ATTUALITA'
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Accolte le richieste per prolungare l’orario di asporto oltre le 18. Salva la Pasqua, periodo cruciale per il settore che a livello di vendite rappresenta il 20% del fatturato totale.

Arriva il sospirato via libera per le enoteche che potranno restare aperte per l’asporto dal 6 marzo fino al 6 aprile fino alle 22.

“Con la massima soddisfazione accogliamo la soppressione, nel primo Dpcm del governo Draghi in vigore fino al 6 aprile, dell’iniqua disposizione che obbligava gli enotecari Italiani a non poter vendere al dettaglio le bottiglie di vino dopo le ore 18.” Così Andrea Terraneo, presidente dell’Associazione delle enoteche Italiana Vinarius, commenta, su Il Sole 24Ore, l’eliminazione del divieto di asporto per i codici Ateco 47.25 ingiustamente inseriti nel precedente Dcpm in vigore fino al 5 marzo.

Piena soddisfazione per i contenuti del nuovo dpcm è stata espressa da tutte le organizzazioni della filiera vitivinicola di Confagricoltura, Cia-Agricoltori Italiani, Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, Copagri, Unione Italiana Vini, Federvini, Federdoc e Assoenologi, che nei giorni scorsi avevano inviato una richiesta in tale direzione al premier e al ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli.

Baristi esclusi

L’esclusione delle enoteche fa emergere però il dissenso anche dei proprietari delle caffetterie secondo cui il divieto a carico ora dei soli bar rimane un provvedimento incomprensibile. Ad affermarlo Giancarlo Banchieri, presidente di Fiepet Confesercenti : «Lo stop all’asporto crea un grave danno alle sole imprese di somministrazione senza cucina – bar, caffetterie, etc. – mentre minimarket e grande distribuzione potranno infatti continuare tranquillamente a vendere bevande, anche alcoliche, negli orari in cui ai bar la vendita d’asporto è preclusa».

 


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