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Il critico Rossini e le serie tv

Il critico Rossini e le serie tv
Gianluigi Rossini è docente di Televisione, serialità e media digitali all'Università dell'Aquila e di Linguaggi televisivi all'Università degli Studi di Teramo. 

L’AQUILA. Gianluigi Rossini è docente di Televisione, serialità e media digitali all’Università dell’Aquila e di Linguaggi televisivi all’Università degli Studi di Teramo. 

Di serialità televisiva, è uno dei massimi esperti a livello nazionale e, sull’argomento, cura una rubrica culturale per il Sole 24 ore. 

Lo abbiamo incontrato alla presentazione del calendario delle attività culturali promosse dall’università dell’Aquila, perché a breve, presso il dipartimento di Scienze Umane in viale Nizza, presenterà due serie televisive per la rassegna ‘Università in serie’:

il 2 e 3 novembre ‘Dead Set‘, serie televisiva britannica di 5 episodi, creata dallo scrittore Charlie Brooker e il 12 e 13 dicembre ‘Bonding‘, la serie americana che esplora il mondo delle pratiche Bdsm e che conta 7 episodi nella prima stagione e 8 nella seconda.

‘Università in serie’,  è un progetto curato da Simone Gozzano, professore di Logica e Filosofia della scienza al Dipartimento di Scienze Umane UnivAQ e dallo stesso Rossini, agganciato al corso universitario con l’idea di aprire all’esterno visto che le serie tv, spesso, sono il prodotto culturale principale di ragazzi e studenti. 

“Il Festival è una sorta di teleforum sperimentale – ha detto Rossini – dove vediamo delle cose, facciamo delle proposte e poi le discutiamo insieme”.

L’intervista

Gianluigi Rossini, è autore del volume ‘Le serie TV’, edito dalla casa editrice ‘Il Mulino’. Uno studio sul fenomeno che, nel panorama culturale odierno, come si legge nella sinossi del volume, occupa uno spazio fino a poco tempo fa impensabile.

Rossini ne spiega la nascita in radio e l’evoluzione nel tempo.  “Da «Ai confini della realtà» a «Breaking Bad», dal «Trono di spade» a «True Detective», da «Romanzo criminale» a «Gomorra», – si legge ancora –  il libro segue le diverse incarnazioni della serialità mettendone a fuoco lo sviluppo all’interno dei differenti sistemi televisivi nazionali, delle logiche di produzione e dei mutamenti del genere”.